Zeta|Esse – Nodi

Il grado zero della scrittura asemica, Nodi project, Zeta|Esse editorial staff, 2018.

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Quattro Quarti – Massimo Sannelli


Se la non-ragione gli permette di credere alla parola sacra, ogni parola è un’icona. Venera la poesia. Si è reso conto che la sua poesia è teatrale: uno si oppone all’altro, oppure lo adora, oppure lo uccide o ne è ucciso, o lo salva o ne viene salvato. E l’ucciso si riprende, e il persecutore ritrova la carità. L’uno diventa l’altro, e l’altro si fonde nel primo: non c’è differenza. «Voce mangia voce», ché nell’isolamento – in un silenzio pieno, che è suo, solo – vuole che la voce sia velata: nella mente, sempre, dove avvengono soprattutto questi rapporti. – Massimo Sannelli

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Quattro Quarti – Sara Veltroni


C’è chi ha parlato del libro di Diavoli come di un’opera misterica, in cui la parola, diradandosi, trasforma i testi in macro-ideogrammi; altri hanno colto, nel dettaglio eliotiano del titolo, un’ellissi (voluta?) in omaggio alla nota pseudo-biografica dei precedenti Versi Clandestini; altri ancora hanno intravisto un gioco matematico nella scomposizione e ricomposizione dell’unità: 4/4. In appendice, si legge: «Quei punti (soli) sul foglio sono l’ultima unità di tutto: il resto è poco più di una vibrazione intorno alla portante». Quei punti, quegli snodi sono le parole. Ecco allora che i Quarti sono quattro congeniali improvvisazioni sul tema dell’identità e dell’alterità, quattro piccoli concerti in luoghi differenti, un soffio scagliato contro un giorno di vento. – Sara Veltroni, ZAM

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Concrete asemic poetry! – Michael Jacobson

Federici has written a text of concrete poetry that extends itself all the way into asemic writing. Ultimately this book shines a light on the collapse of words and verbal communication, as if the concrete and the asemic were a swirling binary code unto themselves, living as a poetic thing, never dead but constantly being altered and altering the other. Yes walls collapse and so do languages. Writing systems disappear. Graffiti is painted over. The Berlin wall itself being the ultimate page and scar, leaving us with the question of what comes next now that the page is gone, and the asemic and concrete have run their course. Federici’s book suggests that after the wall comes down we are left with a poetry heavy with mashed up typography and information. These are beautiful poems searching for freedom, and they document the duality of the physical natural world becoming digital echoes written on a computer. I am glad this book is a physical book; it gives me hope that writing will continue to strive for new forms of expression yet not forget its history and where it came from. I recommend this book to poets, artists, typographers, cryptographers, and anyone with an interest in asemic writing.

Michael Jacobson

The way I discovered the Berlin wall has fallen, lulu.com, Morrisville 2017 (Eng-Asemic). ISBN: 978-0244930172
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