Smerilliana 23

Testi di Alterman, Benjamin, Cagnone, Canzone di Auliver | Uliana, Chobot, De Din, Donati, Federici, Fraire, Frasca, Galluccio, Gaudioso, Geldman, Graña, Kazartseva, Kommerell, Mancinelli, Melnick, Meloni, Meschonnic, Minerba, Ottonieri, Poldelmengo, Savarese, Scarpa Kos, Sirente, Tarozzi, Walser, Poetry Quartet | Centinaro, D’Angelo, Marota, Zamponi |||||| ORDER

“ISBN” on “Maintenant 14” – New York

ISBN, «Maintenant», Three Room Press, Kat Georges, Peter Carlaftes editors, n.14, 2020.

Dada began in protest in response to World War I, and MAINTENANT 14 offers compelling proof that Dada continues to serve as a catalyst to creators more than a century later. Each page in this journal is a physical conviction. Each spread relates an intimate correspondence. The entire volume is a familial tree of leaves and shapes and buds of thoughts to be. Our theme might be UN-SUSTAIN-A-BULL-SH*T, but here as one soul, the moment is sustainable. – Peter Carlaftes & Kat Georges Co-directors

“A private noteboook of winds” featured by David Ebony in “Art in America” – May 2020

Trees work in the woods like words do in the poetical text. Exploring a book like this goes beyond the pure reader’s control and turns into a practice whose results are unpredictable. – Tim Wallington.

«Exploring asemic patterns found in nature, Berlin-based physicist, translator, and writer Federico Federici offers a meditation on trees and wind. This volume contains a wide variety of mark-making—from thin curved lines and printed text to thick smooth brushstrokes and small illustrations.» David Ebony in “Art in America” – May 2020

A private notebook of winds, KDP/lulu.com, 2019 (Asemic-Eng), ISBN 979-8640410952 / 978-0244791414
The original of this book belongs to the Academy of Fine Arts Palermo artists’ book collection [1] [2]. Featured by David Ebony in «Art In America» May issue, 2020.
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Il suicidio del gatto di Schrödinger

Un autoritratto si esegue da sé su sé e non da sé su un altro. I due punti di vista, in origine coincidenti, vanno dunque sdoppiati, messi fuori della sincronia dello specchio, quasi che la morte segnasse la fuoriuscita dell’immagine da esso, sancisse l’ultimo scollamento tra la figura e la cosa, salvo i residui ai margini dell’occhio.
La morte, giunta finalmente a un corpo, cancella, abitandolo, la propria alterità, smette di essere morte dell’altro per non farsi raccontare. È ciò che segna l’abbandono irreversibile del tempo e delle cose nell’incolmabile distanza già percorsa (Jaime Saenz). La messinscena di questo farsi addio (Jaime Saenz) è apparecchiata nel vuoto di una stanza, in cui resiste appena qualche elemento poco connotato (un tavolo, due sedie, un portacandele). La doppia figura non è artificio retorico di un dialogo ultimo tra anima e corpo, né del dilatarsi degli istanti prima e dopo morti, alla luce dell’incredibile intuizione in versi di Cesare Pavese («verrà la morte e avrà i tuoi occhi»). Quell’unica figura è a un tempo viva e morta, sdoppiata per rappresentazione in due metà, è il paradosso celebre del gatto e del veleno (Erwin Schrödinger) giocato qui in poesia, per dire che coincide il sé nell’altro, nella morte.

Il suicidio del gatto di Schrödinger, KDP, 2020.
ISBN 979-8634782263
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