Appunti dal Passo del Lupo

CoverÈ da ieri disponibile online, in versione Kindle, un’edizione riveduta e ampliata di Appunti dal Passo del Lupo. Alcuni testi sono comparsi, sotto lo stesso titolo e con alcune varianti, nei “Quaderni della Luna” (2013) a cura di Eugenio De Signoribus. Nella stessa pubblicazione, i Quattro appunti (riscritti altrove), contenenti le Lettere al Padre, non erano ancora riuniti in una sezione a parte, benché suscitati da una vicenda diversa e solo in seguito rifiniti al Passo del Lupo.
La prima stesura di Diario di alcune ore della notte – Nachtblatt einiger Stunden risale alla notte tra il 25 e il 26 Gennaio 2014, unico ospite in una stanza di pietra sull’Appennino, nel disarmo della fine del mondo: la scansione temporale si riferisce al suo abbozzo iniziale, in una lingua o nell’altra. Il successivo lavoro di riscrittura o completamento ha occupato gli ultimi mesi dell’inverno e buona parte della primavera. Come già motivato nella nota introduttiva a Dunkelwort (Morrisville, 2015), le due lingue risultano a tratti falsate, sfasate in traduzione (cfr. 22:13), in una comune risonanza intorno all’inesprimibile.
Diario di alcune ore della notte è risultata opera vincitrice della XXXI edizione del Premio Lorenzo Montano nella sezione “Prosa Inedita”.
Vedi su Amazon.

Indice:
Appunti dal Passo del Lupo
Quattro appunti (riscritti altrove)
Diario di alcune ore della notte – Nachtblatt einiger Stunden
(italiano-tedesco)

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“Diario di alcune ore della notte” vince il Premio Lorenzo Montano

Diario di alcune ore della notte vince la XXXI Edizione del Premio Lorenzo Montano. La prosa, scritta nella notte tra il 25 e il 26 Gennaio 2014, in una stanza di pietra sull’Appennino, riprende la tecnica compositiva iniziata con Dunkelwort: scrittura bilingue (Italiano e Tedesco) e accerchiamento del significato su due fronti, in una morsa quasi bellica.
Il testo farà parte del capitolo conclusivo della trilogia della guerra, i cui primi due volumi sono in uscita in queste settimane: Parabellum – Transkripte 10/12 per Nervi Edizioni e Mrogn per Zona, nella collana del Premio Elio Pagliarani.

Not a still frame n.1

The Not a still frame project addresses the procedure of building/destroying memory debris within human brain, while exploring the subtle connections between eyes and brain.
If, according to Euclid’s Elements, the solution of Heron’s shortest distance problem is a straight line, the shortest path between any two moments is a seeming still frame.

Asemic Tech

La escritura Asemic es muda, abstracta, e ilegible. Asemic significa no tener un contenido semántico específico, o sea que es una escritura sin un significado definido. Es una visión estilística de la escritura, que no se puede leer, sino observar.
Cualquier tecnología sirve para hacer Asemic: un palo en la tierra, una pluma en la mano, una tableta gráfica, inteligencia artificial…
Esa forma de arte antigua ha tenido una explosión de popularidad gracias a sitios web (asemic Magazine, Facebook, Tumblr, The new Post-Literate, Asemic.net etc.).
Artistas/ Escritores usan internet para compartir sus obras entre ellos y con el mundo, y forman juntos una comunidad próspera.
Esta exposición será una instantánea de obras Asemic que estén ligadas con la tecnología digital.

Participan: Peterson Ruiz, Hâle & Gökhan Turhan, Rachel Minshull, Phil Openshaw, Cecelia Chapman, Dona Mayoora, Axel Calatayud, Roland Buckingham-Hsiao, Federico Federici, Continue reading “Asemic Tech”

Finds of silence – Funde der Stille

genre: objects
technic: installation/archive
material: organic
year: 2016 – ?
ongoing archive on Behance
exhibition: “Stille”, Group Global 3000, Berlin, (13.01 – 10.03.2017)
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ABSTRACT

Trees act as living antennas, collect mechanical stimuli from air and soil pressure, adjust their freshly sprouted architecture, embody prints in the slow, continuous growth of their permanent structures. The back and forth vibration of particles, regardless of whether they belong to air, soil or whatever else, affects the living things embodied in the medium.
Each single cell hears sound, in the overall state of tension or slack a tree is capable of. Sound is an active force which constantly tends to shape things, leaving unexpected folds within vibrating structures. Silence, whose boundaries avoid tracing, hides somewhere within and around each shaped thing. It is the haunting, ultimate message morphed into dead trees transformed into a fortuitous sculptural medium.

Jede einzelne Zelle hört Geräusche, ob der Baum angespannt oder entspannt ist. Schall ist eine aktive Kraft, die unaufhörlich die Dinge formt und in schwingenden Strukturen unerwartete Falten finden lässt. Stille, deren Grenzen keine Spuren hinterlassen, verbirgt sich irgendwo innerhalb und um jede geformte Sache. Sie ist die eindringliche, letzte Botschaft, die in tote Bäume verwandelt wird, die wiederum in ein zufälliges plastisches Medium verwandelt sind.
Continue reading “Finds of silence – Funde der Stille”

Intervista Premio Elio Pagliarani

premiopagliarani

D – Sul suo rapporto così fecondo di suoni e immagini tra Poesia e Fisica. Perché ha scritto ad evidenziare questo rapporto: «quando mi occupo di Matematica o di Fisica, se non tentassi comunque la via poetica del linguaggio, mi sentirei perso nel buio dei simboli»?
R – Pensavo a un fatto sorprendente, l’entanglement quantistico: due particelle, per un certo tempo interagenti, possono continuare a comportarsi come un unico sistema anche separate da una grande distanza. Questa indissolubilità sublima l’etimologia del termine simbolo. L’equazione di Dirac, che descrive il fenomeno, ha l’ermetica eleganza di certi endecasillabi danteschi. Se la Fisica si compone ispirandosi al “mondo” e la Matematica ne è la lingua, cosa sta all’altro capo di un’equazione? Che rapporto simbolico si instaura con quel “mondo”? Certe equazioni ci interrogano come versi.

D – E ancora perché ha scritto (Inediti n.18) «Ciò che vorremmo toccare invece con meraviglia, (è) raccolto nell’oscurità della sintassi dei suoni»?
R – Nella precedente raccolta, Dunkelwort, sviluppo proprio questo tema. Rispetto alla scrittura matematica, la parola poetica coinvolge livelli di sintesi diversi: un’equazione non si legge, non ha musicalità, eppure ha uno stile. Il suono, che trascende i segni, ne arricchisce e complica il rapporto con la “realtà”.

D – Elio Pagliarani scriveva in Lezioni di Fisica: «e aspetto/ il suono di un oggetto la comunicazione dell’effetto/ su te, delle modifiche/ Non sono io/ che ti tradisco, chi ti prende alla gola è la tua amica/ la vita». Perché si può quindi considerare Pagliarani un autentico fisico del suono della parola poetica? Pier Vincenzo Mengaldo scrive a questo proposito che quello che privilegia Pagliarani è lo scorrimento dell’esistente che si traduce da una parte nel sistematico collage di lingua letteraria e linguaggi speciali.
R – Le lezioni incorporano, con estrema naturalezza, lo spirito della nuova Fisica, senza stravolgere la lingua, come accade invece in Joyce: ogni effetto, pur inseparabile dalla propria origine, non la svela. L’esistente argina l’onda d’urto della lingua, le parole luccicano in superficie.

[Dall’intervista a cura di Marcello Tosi, Corriere di Romagna, 29.12.2016]

Group Global 3000 – Kunst und andere Nachhaltigkeit: “Stille”

groupglobal3000-2017

Ausstellung – Performances – Gespräche
13.01.2017 – 10.03.2017, freitags 17-20 Uhr

Vernissage: 13 Januar, 19:00, Leuschnerdamm 19, Berlin, mit Whathappensnext-Ensemble Berlin, Metastilistische adhoc-Kammermusik: Connie Voss und Gudrun Doberenz, Stimme, Max Stehle Saxophon, Hartmut Arweiler, Gitarre, Reinhard Gagel Akkordeon und Leitung.

Der Verkehrslärm ist allgegenwärtig. Zuhause dudelt TV, Hifi, unterwegs Radio, Smartphone, mp3-player, Kommerzgeräusche im Supermarkt. Werbung schiebt sich optisch und akustisch ins Bild. Manche halten es nicht mehr ohne Geräusch aus. Lärm stresst und macht krank. Stille hieße, sich spüren, aushalten, ruhen, erholen, genießen, Heilung. Eine kostenlose Bereicherung.
18 Künstler/innen zeigen dazu mit Objekt, Photo, Malerei, Grafik, Video, Sound und Performance ihre Positionen: Sandra Araújo, Gudrun Arndt, Yegor Astapchenko, Federico Federici, Francesca Fini, Anne Glassner, Stephan Gräfe, Michael Hess, Stephanie Hough, Geeske Janssen, Anneke Kleimann, Maria Korporal, forschungsgruppe kunst,  RZEPRASZAM, Korvin Reich, Dina Shenhav, Svoradov Theatre, Sarah Wölker. Continue reading “Group Global 3000 – Kunst und andere Nachhaltigkeit: “Stille””