Quattro Quarti – Sara Veltroni


C’è chi ha parlato del libro di Diavoli come di un’opera misterica, in cui la parola, diradandosi, trasforma i testi in macro-ideogrammi; altri hanno colto, nel dettaglio eliotiano del titolo, un’ellissi (voluta?) in omaggio alla nota pseudo-biografica dei precedenti Versi Clandestini; altri ancora hanno intravisto un gioco matematico nella scomposizione e ricomposizione dell’unità: 4/4. In appendice, si legge: «Quei punti (soli) sul foglio sono l’ultima unità di tutto: il resto è poco più di una vibrazione intorno alla portante». Quei punti, quegli snodi sono le parole. Ecco allora che i Quarti sono quattro congeniali improvvisazioni sul tema dell’identità e dell’alterità, quattro piccoli concerti in luoghi differenti, un soffio scagliato contro un giorno di vento. – Sara Veltroni, ZAM

Disponibile in tutte le librerie su ordinazione e su internet presso i principali rivenditori: barnes&noble | amazon.it | .com | .de | .es | .uk

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Concrete asemic poetry! – Michael Jacobson

Federici has written a text of concrete poetry that extends itself all the way into asemic writing. Ultimately this book shines a light on the collapse of words and verbal communication, as if the concrete and the asemic were a swirling binary code unto themselves, living as a poetic thing, never dead but constantly being altered and altering the other. Yes walls collapse and so do languages. Writing systems disappear. Graffiti is painted over. The Berlin wall itself being the ultimate page and scar, leaving us with the question of what comes next now that the page is gone, and the asemic and concrete have run their course. Federici’s book suggests that after the wall comes down we are left with a poetry heavy with mashed up typography and information. These are beautiful poems searching for freedom, and they document the duality of the physical natural world becoming digital echoes written on a computer. I am glad this book is a physical book; it gives me hope that writing will continue to strive for new forms of expression yet not forget its history and where it came from. I recommend this book to poets, artists, typographers, cryptographers, and anyone with an interest in asemic writing.

Michael Jacobson

The way I discovered the Berlin wall has fallen, lulu.com, Morrisville 2017 (Eng-Asemic). ISBN: 978-0244930172
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Reading from “Magma 71: The Film Issue”

A special evening featuring readings, talks and film screenings from the current issue of Magma Poetry – a rich edition of the pioneering poetry magazine devoted to cinema. Hosted by Magma co-editor Cheryl Moskowitz: 99 Torriano Avenue, Kentish Town, London NW52RX, Sunday 23rd September 7:30 pm. Copies of the magazine will be available: a good chance to read my Seventh seal.

Asemic Snapshots : Translating Poetic Truth.

Implied Spaces

I discovered Federico Federici (aka Antonio Diavoli ) by way of his posts on Asemic & Concrete Poetry. He has a rich fascinating blog. While putting his post, Da “Per innata difesa (variazioni sul tema dell’umore)” – 03.11.2004, through a Google translation, I decided to experiment a bit.

I first did a translation directly from the Italian to English. I then decided to move the Italian to English by way of Haitian Creole to Javanese to Japanese. As syntactical structure, idiom, and vocabulary shift, the translation moves even further into the metaphorical. Federico Federici’s language, already, rich with images & metaphor, has the literal & linear components stretched and reconfigured, as the filter of multiple software translations interpret the text. Meaning is added, subtracted, and recalibrated within an implied space, where text, linguistics, and human expression is calculated by software.

I took the screen shots and used them…

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Save Internet

From HERE
Creators are coming together to protect the the open internet, and oppose Article 13 and restrictive copyright reforms. The internet as we know it is under threat. Our ability to remix, remake, create, reference, parody, document, critique, and meme content will significantly change if the EU passes more stringent digital copyright laws. Don’t let them censor the Internet.
 
From HERE
The war against the #CensorshipMachine is thus far from over, and this was just one battle bringing us closer to the finish line. Therefore, we need to keep pressure both on MEPs and national governments to ensure that they find a sensible compromise in the end to #SaveYourInternet.
See & Act: 1 | 2 | 3

Texas Poetry Calendar

Currently scheduled readings and events where you can find, Cibolo Creek n.1, an excerpt from my new collection:
September 16th, The Twig Bookshop, San Antonio TX 6-8 pm.
September 22nd, Blue Willow Bookshop, Houston TX 4-6 pm.
November 3rd, Georgetown Poetry Festival – City Library, Georgetown TX 1-3 pm.
December 8th, Malvern Books, Austin TX 4-6 pm. Flagship event with an after party.
October 13th, BookWoman, Austin TX 4-6 pm.
November 2nd, Half Price Books North, Dallas TX 7-8:30 pm.

Recensione di “Alter Krieg” su “Solo Libri”

Quasi in concomitanza con l’uscita di Mrogn (2017) nella collana del Premio Pagliarani, Federici dà alle stampe il requiem di guerra Alter Krieg (2017).
Il libro rimanda continuamente a precisi episodi dell’ultimo conflitto mondiale (dalla battaglia di Nikolajevka del 1943 a quella di Berlino del 1945, dalle deportazioni nei campi di sterminio agli eccidi di resistenza), ricostruiti attraverso documenti d’archivio e incontri con reduci o familiari coinvolti.
Tra i passaggi più toccanti, Post bellum (27.11.1944), che descrive la visita, sul finire dell’inverno, alla piccola radura sul Colle Tortagna, dove furono fucilati diciassette Alpini della Divisione Monterosa.
Da un punto di vista stilistico, l’opera si fonda su una precisa scelta di partenza, il sonetto, quasi a marcare un ordine preesistente.
Ciò che in guerra è demolizione, alienazione, sradicamento dell’individuo dai luoghi che gli sono cari, si ripercuote sul testo, progressivamente scardinato dal deflagrare del conflitto, ma mai ridotto a un accumulo disorganico di immagini o frammenti nel groviglio dell’incubo.
Ai versi brevi e scanditi delle parate, seguono quelli più lunghi delle marce; alle raffiche di mitra segnate dagli accenti più ravvicinati, seguono versi piani e sospesi nell’attesa tra i silenzi delle trincee.
Questa scelta di mantenere ovunque un solido rigore formale rimanda da un lato alla naturale forza di spirito richiesta a chi voglia scampare all’inferno, dall’altro al progressivo indurirsi della coscienza individuale di fronte a tanto orrore.

Carlotta B.

Alter Krieg, Federico Federici, Morrisville 2017. ISBN: 978-0244926977
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In libreria su ordinazione.

Quattro Quarti – Luca Sarti


L’unità del mondo in quattro rapide scansioni, indivisibili eppure uniche, ciascuna dichiarata e conclusa in sé, resa riconoscibile. È una poesia dell’assenza, sicuramente tra le esperienze poetiche più postume di sempre. Se esistono poeti che in vita hanno avvicinato la morte, qui siamo di fronte al ribaltamento di tale prospettiva, anche se il meccanismo si svela completamente solo dopo aver letto la biografia nell’opera precedente, Versi Clandestini. – Luca Sarti

Disponibile in tutte le librerie su ordinazione e su internet presso i principali rivenditori: barnes&noble | amazon.it | .com | .de | .es | .uk

Viviana Scarinci su “L’opera racchiusa” da “Poesia 2.0”

Quanto l’anima abbia da temere
su L’anima tema in L’opera racchiusa di Federico Federici

Se un catalogo servisse a mostrare ciò che l’anima debba temere, racconterebbe forse la storia della degenerazione di una stella. Nella relatività generale un buco nero è una singolarità nello spazio-tempo, causata dal collasso gravitazionale di una stella di una certa massa, che non lascia sfuggire più nulla al proprio orizzonte degli eventi. Si può forse azzardare allora che un buco nero, sia una stella cioè un’entità celeste visibile, che per via di un dato evento, prosciuga il suo corpo, iniziandosi alla sua scomparsa. Ciò sembra accadere ad alcune stelle di grande superficie, che a un dato punto della loro esistenza, come ubbidendo a un’intima galvanizzazione, si contraggono, per via dell’attrazione che ogni loro singola particella attua verso le altre se stesse, che insieme fanno l’astro. Questo moto pare generare nell’atmosfera intorno alla stella, un particolare trattenimento, che influisce sulle azioni e sul tempo, creando un orizzonte isolato e indipendente che lascia l’astro vivere solo della sua progressiva scomparsa all’occhio che la osserva. L’anima tema di Federico Federici inizia, similmente a questo fenomeno, come se tutto si fosse già esaurito secondo una sua propria maturazione, in un punto di osservazione in cui l’accaduto, più che essere dipanato, sia stato concentrato in una contrazione in cui luce e spazio, esistono inscindibili dal tempo. E creano una sorta di ambiente assoluto, un inizio fine a se stesso, un trattenimento inàne delle coordinate di un luogo. Il luogo è una casa, una «casa vuota» con un «lume dentro il vetro» (pag. 14) che forse accenna una presenza, forse definisce un’assenza o concentra soltanto l’attenzione, in un’aura di estremo contatto. È questa la condizione della casa del poeta. Una condizione sempre esistente, nella misura in cui viene nominata ma che se non detta, mimetizza le presenze immateriali e la possibilità di contatti ulteriori, in un vuoto che rende altrimenti quel luogo disabitato. Ma ora, qui finalmente, «l’angelo ammirato attentamente nel dipinto» (pag. 15) può suggellare la stanza al suo centro liquido, come iniziandola a un varco. È l’incipit. Il risveglio e lo stabilirsi di una veglia puramente auditiva che finalmente rende al luogo il cuore della sua geometria. Da questo orizzonte, gli eventi mutano in una zona visibile solo poeticamente, perché la resa di una simile densità accade solo in poesia. Quando il corpo poetico inizia la caduta nella fisica della sua anima. E quando ciò accade in modo perfettamente conscio, avviene un’assunzione di presenza in un tempo inesausto «un tempo andato altrove» (pag. 17) che olia l’ingranaggio dell’ora stante, e dice di una impossibile fede «che dura un attimo» «sopra il male» (pag. 17); un male che anche minimamente cruento, strazia di pena e uccide ogni credo, e ciò giusto in quel protrarsi dell’attimo all’infinito, che è il verso che lo dice. È a questo punto di sintesi estrema, come a dimostrarsi fattivamente e attraverso se stessa, che la poesia si erge a quell’infinità sospesa e immediata avvalendosi di un tempo che non ravvisa etica. Un tempo che si colloca spontaneamente al colmo del suo stesso movimento «sempre l’apice lo stremo del crepuscolo/ ci approssima la notte:» (pag. 18) e di qui accosta la speciale captazione che chiamiamo ascolto. Quando, questo, non sia smarrito nella diramazione del giorno, che schiude sempre parti, a generare e degenerare notti per pura necessità, solo perché luce e buio sono «uniti senza origine nel moto» (pag. 18). Allora «l’aria ferma» (pag. 19) che Federici nomina, sembra essere un’impressione legata al climax di tutta l’opera, ciò che consente di esperire il vuoto, attraversato fissamente dai corpi che propagano oltre la propria forma un afflato indecifrabile che sta a misurare gli interstizi, i silenzi, come fossero il messaggio più pregnante che si possa tra creature. Ma certo questo paesaggio asciugato dal superfluo delle azioni, non poteva essere ricreato in assenza di parola. È la parola che introduce a un altro grado la visione di quel «mondo», che «ne matura il senso» (pag. 20) cui tutto e tutti sembrano partecipi. Parola che ogni cosa detiene indistintamente come una rimembranza o una dimenticanza che sembri adattare o disattendere quanto del mondo stesso appaia: «non così che si conserva/ l’apparenza delle cose» (pag. 21). Apparenza che vive dell’esatta tempistica della sua dispersione e che perciò, al di là del suo aspetto effimero, può rimanere, in un verso, come rivela Federici: «tiepida nel palmo/ pura quando fu toccata» (pag. 21). Ma quanto l’anima abbia ragione di temere, riguardo questa scomparsa, che sembra paradossalmente l’unico movente veramente assertivo della sua presenza al visibile, lo dice, la caduta di ogni gesto, nel trattenimento fatale di un orizzonte che si incunea sempre di più «nel vivo della storia» (pag. 22), un trattenimento fino alla percezione che concentra ogni idioma in un unica lingua in cui, dei vivi e dei morti «restano confusi i nomi» poiché sia «mai nessuno perso nel conto della grazia» (pag. 24). E ciò consenta comunque, in questo passaggio inaudito, a coloro che il poeta chiama, fratelli e sorelle, e che «restano in colmo all’invisibile» (pag. 25), di affacciarlo, come a guardare il come questo avvenga, come la poesia ripieghi nella «luminosa piaga» che scava il fuoco, coniando parole in cui l’origine cominci in luce, nominata (pag. 26), e in ogni istante renda a ognuno rintracciabile «nei cuori l’atto di presenza» (pag. 28). Una presenza dei cuori alle cose, la cui impossibilità, è forse davvero l’unica cosa che l’anima abbia da temere.

Viviana Scarinci, “Poesia 2.0”

L'opera racchiusa

L’opera racchiusa, with an essay by Lorenzo Carlucci, lulu.com, Morrisville 2018 (It).
ISBN 978-0244103491
Lorenzo Montano Prize 2009
buy: barnes&noble | amazon.it | .com | .de | .es | .uk

Terzo Quaderno


Terzo Quaderno: nella prima sezione, gli appunti originali di radici scoperte, unitamente alle varianti significative che precedono l’edizione del gennaio 2009 in L’opera racchiusa; nella seconda, il poemetto in prosa bilingue Diario di alcune ore della notte (Nachtblatt einiger Stunden), vincitore del Premio Lorenzo Montano 2017, già apparso su rivista «Stadtsprachen Magazin» (n.4, Berlino 2017). BUY

La serie Quaderni è intesa come un archivio aperto, ospitato e distribuito da lulu.com. Ogni volume, impaginato in LaTex, contiene inediti in lavorazione, appunti, o prime stesure di testi in seguito editi. Il costo di stampa è ridotto al minimo. Le spese di spedizione, per chi fosse interessato, possono essere notevolmente ridotte grazie ai codici sconto messi periodicamente a disposizione da lulu.com.