RAUM – Vol 1 Issue 4

New poetry from Scotland and beyond: Catherine Baird // Bob Beagrie // Jelle Cauwenberghs // Anthony Daly // Christopher DeWeese // Federico Federici // R.M. Francis // Franklin Gilette // Jane Goldman // Mark Goodwin // Chris Hardy // Peter J. King // Fiona Tinwei Lam // Joan Lennon // Aoife Lyall // Declan Malone // Heather O’Donnell // Pratyusha Prakash// Carolyn Richardson // Lindsey Shields Waters // Aimee Elizabeth Skelton // Paul Summers // Alice Tarbuck // Basil du Toit // Samuel Tongue // Petra Vergunst. Buy here.

Advertisements

Allegorical Ghosts Screening

screening posterok

WAVE Collective is pleased to announce the Allegorical Ghosts screening taking place at London Fields Taproom coinciding with the exhibition currently on at Carmel by the Green until January 8th. The screening will take place in London Fields Brewery, 365 Warburton St London E8 3RR, on Tuesday the 12th of December from 7pm to 12am. The screening itself will begin around 8pm and finish around 9:30pm with a DJ playing afterwards until midnight. FILMS: Manifold (3:15) – Victor Galvao | The Three Spirits (5:59), A Mushroom Trip (6:29) – Olga Guse | A LOOP IS A LOOP IS A LOOP IS A LOOP IS (4:09) – Emily Sasmor | Untitled (3:04) – Iaria Falli | Guernica (2:31), Time in four movements (3:40) – Federico Federici | A l’oeil nu (Naked eye) (5:05) – Pierre Ajavon. ||| Intermission ||| The Ontology of Thef (8:30) – Giacomo Goldoni | Stranger Cowboys (25:43) – Emily Sasmor.

Giancarlo Rossi su “Mrogn”, Premio Pagliarani 2016

Mrogn: entroterra appartato tra Piemonte e Liguria, sparsamente popolato, ma non tagliato fuori dai conflitti che definiscono la Storia, quelli tra uomo e uomo, e tra Uomo e Natura. È al bivio tra Storia e leggenda che si potrebbero intravedere, in una macchia appena rischiarata da raggi solstiziali, i protagonisti del dramma corale inscenato in questa raccolta. Un popolo diffidente e pauroso, che ricaccia fuori la notte serrando «a due mandate/ celle e porte»: gli esecutori di una pena che non può che essere capitale – cacciatori, bracconieri o tiratori scelti – avidi di colpire e delusi nella mira «ad arma bianca»; la morte e i morti docili a seguire «sul vuoto/ gli oracoli dei vivi». Un habitat immenso e claustrofobico, racchiuso nel segno senza nome: «[…] non si penetra nell’ombra./ Entra in noi l’ombra del bosco». Pure il cardine è invisibile, non rappresentabile, né ricostruibile secondo il paradigma indiziario suggerito dai reperti (pezzi di roccia, cortecce incise, piume, peluria e schegge d’osso), dai rilievi (foto, mappe, filmati) e dal sonoro (spifferi d’aria, fischi di serpi, legna spaccata e parlate in dialetto). Chi, o cosa ha lasciato quelle tracce? Ogni scorcio di paesaggio adombra una vittima senza essere, colta sempre un attimo prima del trapasso e sempre libera di contraddirsi, in quella sospensione tra vita e morte consegnata al lettore in frequenti koan («Non c’è/ prima dello sparo,/ mira!»). Quante figure si potrebbero cernere, nel vuoto che l’autore insegue dando magistralmente suono e parola (voce?) all’angoscia! Il nome resta però anelato e sconosciuto («Lasciateci da soli/ a cercare il nome», «lascia perdere/ il bersaglio/ – è il nome», «Lo scomparso, col mio nome/ in bocca […]»).
In un tempo di penuria e complessità, di anomia incombente e assenza di critica fondamentale, scorgo, nella preda qui braccata, il profilo del soggetto contemporaneo, inseguito da conflitti irrisolti, lottatore obbligato e senza scampo, perdente senza identità o ragion d’essere se non quella di tentare «di non morire mai senza volerlo». Reietto e in cerca di un rifugio nel buio più fitto, sa però che non sarà scoperto finché lo sguardo che perlustra il bosco non si rivolgerà a se stesso.

Giancarlo Rossi

Mrogn, di Federico Federici, Zona 2017 ISBN: 978-8864387024
In tutte le librerie, su  zona, amazon e i principali rivenditori online.

Appunti dal Passo del Lupo

CoverÈ da ieri disponibile online, in versione Kindle, un’edizione riveduta e ampliata di Appunti dal Passo del Lupo. Alcuni testi sono comparsi, sotto lo stesso titolo e con alcune varianti, nei “Quaderni della Luna” (2013) a cura di Eugenio De Signoribus. Nella stessa pubblicazione, i Quattro appunti (riscritti altrove), contenenti le Lettere al Padre, non erano ancora riuniti in una sezione a parte, benché suscitati da una vicenda diversa e solo in seguito rifiniti al Passo del Lupo.
La prima stesura di Diario di alcune ore della notte – Nachtblatt einiger Stunden risale alla notte tra il 25 e il 26 Gennaio 2014, unico ospite in una stanza di pietra sull’Appennino, nel disarmo della fine del mondo: la scansione temporale si riferisce al suo abbozzo iniziale, in una lingua o nell’altra. Il successivo lavoro di riscrittura o completamento ha occupato gli ultimi mesi dell’inverno e buona parte della primavera. Come già motivato nella nota introduttiva a Dunkelwort (Morrisville, 2015), le due lingue risultano a tratti falsate, sfasate in traduzione (cfr. 22:13), in una comune risonanza intorno all’inesprimibile.
Diario di alcune ore della notte è risultata opera vincitrice della XXXI edizione del Premio Lorenzo Montano nella sezione “Prosa Inedita”.
Per ordinare una copia cartacea, scrivere QUI, con oggetto “appunti del lupo”. Il libro è disponibile anche su Amazon in formato Kindle.

Indice:
Appunti dal Passo del Lupo
Quattro appunti (riscritti altrove)
Diario di alcune ore della notte – Nachtblatt einiger Stunden
(italiano-tedesco)