Appunti dal passo del lupo #2

Messo di fronte a un albero come a me stesso: non so dare voce al vento; non so lasciarmi avvicinare dagli uccelli; non so offrire riparo nel mio corpo, senza dolore; non resisto all’accanito assalto degli insetti, alle prodigiose armate di formiche, decise al contrabbando di un’artiglieria di briciole e di semi, alle bande di termiti nel fragrante impasto della notte, ai bruchi pelosi e lenti, ai ragni appesi alle loro bave, solitari; conosco i buchi e le trincee, i bivacchi aperti a scariche di colpi, divenuti prima nascondigli, poi tombe; i prati crivellati dai proiettili, come dai fiori; l’affanno della marcia, l’ansia dei passi felpati nel buio; i visi calpestati dei sepolti, coperti di tralci precoci, o quelli scavati dal fiume: le loro ossa, trascinate in nessun porto, s’incastrano ai sassi nei muri – perciò la casa non ha pace e l’erba trema.
Come l’albero, però, so restare solo, nel mio bosco.

Per ordinarne una copia, scrivere qui, con oggetto “appunti del lupo”.

Giancarlo Rossi su “Appunti dal passo del lupo” (Quaderni della Luna, 2013)

Gli Appunti dal passo del lupo di Federici, usciti nella collana “Quaderni della Luna” curata da Eugenio De Signoribus, offrono lucide meditazioni intorno ai temi della scomparsa e dell’abbandono. Ambientati in paesaggi nei quali sembra caduto un inverno perenne, che quasi cancella il corso delle stagioni, insistono sulla figura dell’Uomo, essere consapevole della morte, che conferisce alle cose la propria tragicità e si fa testimone e custode della creaturalità degli animali, o del segreto delle piante nel cuore del bosco. Qui, la Storia si concretizza nei manufatti dispersi tra i ruderi sull’Appennino, nei rifugi di guerra scavati nella pietra, o nelle trincee crivellate di colpi, dove i soldati, feriti o dispersi, hanno lasciato combattendo una sete d’aria e di luce inestinguibile.
La fatica di chi tira su ancora i tronchi con le funi dai fossi, o risale sentieri coperti di ghiaccio da solo, l’incontro fortuito con una volpe, o l’estenuante lotta tra insetti su una pietra infuocata dal sole ispirano la stessa gioia amara della contemplazione.
Pur trattandosi, almeno formalmente, di prose, la parola è tesa e asciutta, quasi rispetti la cadenza di un verso, ma quella misura è anzitutto morale e non retorica.
In appendice, le struggenti lettere al padre che, lasciando alle spalle ogni suggestione biografica, raccontano la solitudine e la paura dell’abbandono senza essere intimistiche ed esprimono quel mistero senza svelarlo.

Giancarlo Rossi

Per ordinarne una copia, scrivere qui, con oggetto “appunti del lupo”.

Appunti dal passo del lupo (Quaderni della Luna, 2013)

Esce in questi giorni un mio nuovo quaderno di prose, nella collana dei Quaderni della Luna curata da Eugenio De Signoribus per l’Associazione culturale “La Luna”.
Il quaderno è stampato in 500 esemplari. I primi 130 contengono un’incisione originale di Alessia Consiglio, numerata da 1 a 100 in numeri arabi e da I a XXX in numeri romani, tirata a mano e firmata.
L’invito alla presentazione, che si terrà sabato 21 Dicembre alle ore 17:00 presso la Casa Raffaello di Urbino, può essere scaricato QUI.
Una breve presentazione delle ragioni di questo quaderno e dei testi che vi sono contenuti può essere ascoltata qui di seguito:

Appunti dal passo del lupo #1

Giorni fa salivo a piedi un canalone secco sull’Appennino, che è gola ai temporali d’inverno. Taciturno e senza pace, andavo in cerca della cupa, illuminante solitudine che dai confini si protende al mondo. Misuravo lentamente i miei progressi ribattendo il passo in terra. Tenevo sempre a distanza l’erba, presagendo il lampo della vipera fatale, lo scatto a tagliola del suo morso. Il sole a picco sulla testa riduceva gli occhi a un punto vago nei riverberi di luce del paesaggio. Raffiche di polvere seccavano il mio urlo nella bocca, mettevano la terra nel respiro, mio sangue e mia carne vulnerabili alla vita! Avrei gridato anch’io col falco per la stravolta umanità fuori di senno, alle pietraie, ai gioghi, al passo irraggiungibile del lupo. Un grido spaventoso ma di meraviglia, di libertà da bestia cacciata via dall’uomo. Avevo invece forza appena di salire e a ogni metro un peso nuovo: Continue reading “Appunti dal passo del lupo #1”