weißes werk

Dunkelwort (e altre poesie) – Nuova edizione

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Dunkelwort (e altre poesie) (ISBN: 978-1326223373)
Edizione riveduta e ampliata, con una lettura di Marta Vilardaga.

Il libro è disponibile su Amazon .IT, .COM, .DE, .CO.UK

Estratti dalla sezione L’imitazione di Dio

n.43

Le dita hanno compiti particolari nelle tasche: riordinano i sassi mentre cammini.
Anche il pensiero non occupa a caso la testa: aggira punti fermi arbitrari, indaga, nella parola, la propria sostanza. In bocca, mastichi solo rumori, briciole taglienti.
Dopo lo schianto del tuono, il fruscio di una foglia gonfia il petto del bosco. L’acqua, senza peso, scivola in superficie.
I sassi nel rivo sono scomparsi, rotolate le voci in una corrente di silenzio.

n.42

Ieri, al canile, ho visto un cane solo come un uomo.

n.41

Mi piace l’italiano in bocca a certe persone, educate più nel sentimento, che nella sintassi. È una lingua affatto carica di invenzione, di musicalità e molto altro.
La lingua che scivola precisa negli automatismi, invece, suggerisce l’ultima stretta del potere, data con un meccanismo inutile, ma estremamente articolato, che controlla la vita dall’interno e nella rappresentazione che ciascuno ha di sé. Solo in un momento di lucidità estrema, o di pazzia può incepparsi. La sua aridità risalta persino nell’insopportabile ripetitività di certi errori e nell’insofferenza (o indifferenza) di chi li commette: mai che si colga l’inclinazione naturale verso un altro stile, mai il rumoroso palpito di una scoperta. Per paradosso, questa lingua mira all’oggettività del mondo, moltiplicandosi in parvenze vuote. Non basta respingere ogni atto dovuto per opporsi, né provocarla con gli strappi di una fantasia qualsiasi. Bisogna, senza tante belle frasi, spingere chi se ne serve a vergognarsi.

n.40

Dire “io” è già dividersi in due.

n.39

Solo nella forgia, la serratura a scatto, incastrata nel cancello, conobbe viva la lingua della fiamma. La ruggine fiorisce in una propria simmetria ora. Il gesto di aprire, dimenticato nel tempo, la favorisce. Altro sarebbe sfinire gli ingranaggi nell’usura, nello sforzo di ogni nuova spinta consumarne con metodo lo spessore.
Anche la parola, abbandonata, chiusa con superstizione, si fa mito, nome. Ripetuta, invece, mescolata nella commozione di uno stile proprio, si assottiglia come un’unghia rotta, dice poco, sempre meno, poi, nel tepore dei discorsi.

n.38

Ci sono piante che crescono a fatica una sull’altra e formano cespugli intorno e sotto un sempreverde: con disprezzo o con coraggio, imparano la sottomissione dell’erba. Altre, più sottili, con la corteccia bianca e liscia, spuntano a ridosso di una quercia, ma il suo robusto tronco fessurato, che conosce il severo esercizio delle stagioni, le ignora. Altre ancora, basse e irte di spine, o sorbi di brughiera, coprono radure sterminate e, legandosi in viluppi indissolubili, occupano il prato sino a che il filo di un falcetto o la lingua spessa di una capra arriva e fa giustizia. È raro che una radice forte e vera si mescoli alla macchia, un tralcio che trascini gli altri in alto e fondi un bosco.
La pianta secolare cresce lenta e sola, disprezza l’elemosina del sole e delle stagioni, vorrebbe unire cielo a terra. Le foglie sono spesso alterne e rimanda i primi frutti. Su dieci, una è sacra. La scure che l’abbatte è d’oro. Se fiamma la divora, è viva e chiara.

The trees getting bare in Boston

«If anyone spams you on the right account, just spam his back.»

Rejection sampling is an elementary technique to sample a random variable, based on the idea of uniformly sampling from under the graph of its density function.
With this in mind, I have thought of randomly sampling from the rejectionwiki database, slightly changing sentences here and there, for them to fit into the different contexts and properly reply to the huge amount of requests of buying stuff, subscribing to journals, taking part in events etc. I daily receive.
Never turning the other cheek may be nothing but a joke.


Dear *,
thank you for sending me this outstanding picture of the trees getting bare in Boston which I read with interest, together with the funny joke between Read the rest of this entry »

Le rane che ridono

Le rane che ridono:

Raganelle:

Racconti e suoni tra mezzanotte e l’una, sulle alture di Carbuta, 17 marzo 2015.

n.37

La poesia, a volte, imbarbarisce, perché, per scriverla, bisogna cedere all’errore della parola e cedere in ragione di una verità che non esiste. Per essere esatti, occorre rinunciare ad ogni attaccamento, lasciarsi interrogare ore dal pensiero che solca l’umano, senza rispondere. Solo allora, un verso splenderà nell’eccezione di ciò che è detto, mal compreso.

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