Dunkelwort (e altre poesie) – Nuova edizione

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Dunkelwort (e altre poesie) (ISBN: 978-1326223373)
Edizione riveduta e ampliata, con una lettura di Marta Vilardaga.

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Estratti dalla sezione L’imitazione di Dio

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compendio al trucco del viso femminile (lùmina, n.21)*

devi dare fondo al fard in altre terre rare
se la carnagione è chiara, le tonalità rosate,
il beige e l’albicocca nella vera tinta
sotto gli occhi scura, come tra le ciglia
di matita nere, attorcigliate a un filo
di emozione, preferisci i toni intensi
del mattone, la prugna e la ciliegia.
se sei scura la cannella, se rotonda
sulla guancia sfuma punteggiando
dalla tempia, poi da guancia a collo
in giù, se sei lunga dall’orecchio
al naso, poi nel quarto alto della fronte
e sopra il mento, orizzontale.
lascia a sé lo zigomo, o sotto
o sopra segna appena il suo colore.
evita però l’azzurro agli occhi,
il fondo del turchese tante volte visto
e considerando di altre forme il pianto.
devi mettere sui denti i punti
del discorso, l’ansia,
il fiato buoni a dir le cose,
devi averci un po’ di voce infine
da coprire il cuore.

*In lùmina (archivio apocalittico farsesco) (La Camera Verde, 2012).
Un’edizione critica può essere ordinata QUI.

n.50

Einfache Formen erinnern immer an archaische Motive.
Das einzelne Wort enthält das Enigma des gesamten Textes, der es begrabt hat und aus dem es mühevoll geborgen wurde.
§
Le forme semplici richiamano sempre motivi arcaici.
La parola isolata racchiude l’enigma dell’intero testo che l’ha sepolta, dal quale è stata a fatica estratta.

n.48

Pescano nel lago nero in piena notte. Ritti nell’alone di un fanale, tirano da riva i piombi sopra un punto immobile, sommerso nella macchia lucida stagnante, dove turbina la lotta. L’acqua si richiude cupa dopo il tonfo, sfiora margini lontani senza suono, gonfia i pali conficcati dei pontili. Si distingue appena il gesto ripetuto, che moltiplica il silenzio frantumandolo un secondo.
Spalancato, fa da specchio al buio l’occhio. Un enorme dorso scuro sbuca, a un tratto, da una parte e fila al largo.
Il fondale ora è tutto interiore.

n.47

Rasi a palmo aperto l’erba, ari e rivolti zolle, la mano porta lo scompiglio: fende come un ferro nero l’unghia, di minuscoli segmenti vivi e larve disperde una distesa e di altri svelti e pronti a fare buchi ed interrarsi. Nella lotta cresce il corpo, le dita si spalancano in radici, dissodando solchi illuminati di silenzio.
La tua gioia sboccia nell’esilio dall’umano.
Ogni gesto si precipita nel vuoto, ombra di una nube in corsa sopra il prato.