n.57 – Sul cinema delle origini (Über das Alte Kino)

In svariate sperimentazioni, l’accurata distorsione dei suoni e dei rumori, l’artefatto della pellicola strappata, il viraggio dei colori o il fruscio dei solchi dai grammofoni al posto del silenzio creano l’impressione che ci sia stata un’altra epoca in cui veramente si è vissuto, un’età dell’oro, pura e che di quella sola resti una nostalgia inappagata, un’interferenza incancellabile che non risolve mai il presente.

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In mehreren Experimenten haben künstlich hergestellte Effekte wie Klangverzerrungen, Risse im Filmband, Verfärbungen oder das Knacken eines alten Grammophones, den Eindruck erweckt, dass man nur in der alten Zeit wirklich gelebt hat, in diesem einen goldenen Zeitalter, dem Original, und dass von dieser nichts als ein unerfülltes Verlangen bleibt, nicht löschbare Störungen, die die Gegenwart niemals beheben kann.

n.56 – Un fischio di poiana

Chino su una pietra, ne interroghi le facce più affilate, la soppesi tra le mani, poi la getti al fiume, riconsegnandola a un fondale erboso o a una fessura di roccia, ventre da cui, sbrecciandosi, è venuta.
Scandagli senza pace una terra muta, toccata appena dal vento, spezzi lentamente canne e arbusti secchi lungo i greti, strappi i fogli morti al libro sino al cuore del silenzio. Ogni passo in più è misura di un esilio interminabile.
Con un fischio in cielo, la poiana, creatura senza poesia, mostra quanto è alta invece la vocazione del volo sulla miseria dell’abisso.

Finds of silence – Funde der Stille

genre: objects
technic: installation/archive
material: organic
year: 2016 – ?
ongoing archive on Behance
exhibition: “Stille”, Group Global 3000, Berlin, (13.01 – 10.03.2017)
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ABSTRACT

Trees act as living antennas, collect mechanical stimuli from air and soil pressure, adjust their freshly sprouted architecture, embody prints in the slow, continuous growth of their permanent structures. The back and forth vibration of particles, regardless of whether they belong to air, soil or whatever else, affects the living things embodied in the medium.
Each single cell hears sound, in the overall state of tension or slack a tree is capable of. Sound is an active force which constantly tends to shape things, leaving unexpected folds within vibrating structures. Silence, whose boundaries avoid tracing, hides somewhere within and around each shaped thing. It is the haunting, ultimate message morphed into dead trees transformed into a fortuitous sculptural medium.

Jede einzelne Zelle hört Geräusche, ob der Baum angespannt oder entspannt ist. Schall ist eine aktive Kraft, die unaufhörlich die Dinge formt und in schwingenden Strukturen unerwartete Falten finden lässt. Stille, deren Grenzen keine Spuren hinterlassen, verbirgt sich irgendwo innerhalb und um jede geformte Sache. Sie ist die eindringliche, letzte Botschaft, die in tote Bäume verwandelt wird, die wiederum in ein zufälliges plastisches Medium verwandelt sind.
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Intervista Premio Elio Pagliarani

premiopagliarani

D – Sul suo rapporto così fecondo di suoni e immagini tra Poesia e Fisica. Perché ha scritto ad evidenziare questo rapporto: «quando mi occupo di Matematica o di Fisica, se non tentassi comunque la via poetica del linguaggio, mi sentirei perso nel buio dei simboli»?
R – Pensavo a un fatto sorprendente, l’entanglement quantistico: due particelle, per un certo tempo interagenti, possono continuare a comportarsi come un unico sistema anche separate da una grande distanza. Questa indissolubilità sublima l’etimologia del termine simbolo. L’equazione di Dirac, che descrive il fenomeno, ha l’ermetica eleganza di certi endecasillabi danteschi. Se la Fisica si compone ispirandosi al “mondo” e la Matematica ne è la lingua, cosa sta all’altro capo di un’equazione? Che rapporto simbolico si instaura con quel “mondo”? Certe equazioni ci interrogano come versi.

D – E ancora perché ha scritto (Inediti n.18) «Ciò che vorremmo toccare invece con meraviglia, (è) raccolto nell’oscurità della sintassi dei suoni»?
R – Nella precedente raccolta, Dunkelwort, sviluppo proprio questo tema. Rispetto alla scrittura matematica, la parola poetica coinvolge livelli di sintesi diversi: un’equazione non si legge, non ha musicalità, eppure ha uno stile. Il suono, che trascende i segni, ne arricchisce e complica il rapporto con la “realtà”.

D – Elio Pagliarani scriveva in Lezioni di Fisica: «e aspetto/ il suono di un oggetto la comunicazione dell’effetto/ su te, delle modifiche/ Non sono io/ che ti tradisco, chi ti prende alla gola è la tua amica/ la vita». Perché si può quindi considerare Pagliarani un autentico fisico del suono della parola poetica? Pier Vincenzo Mengaldo scrive a questo proposito che quello che privilegia Pagliarani è lo scorrimento dell’esistente che si traduce da una parte nel sistematico collage di lingua letteraria e linguaggi speciali.
R – Le lezioni incorporano, con estrema naturalezza, lo spirito della nuova Fisica, senza stravolgere la lingua, come accade invece in Joyce: ogni effetto, pur inseparabile dalla propria origine, non la svela. L’esistente argina l’onda d’urto della lingua, le parole luccicano in superficie.

[Dall’intervista a cura di Marcello Tosi, Corriere di Romagna, 29.12.2016]

Group Global 3000 – Kunst und andere Nachhaltigkeit: “Stille”

groupglobal3000-2017

Ausstellung – Performances – Gespräche
13.01.2017 – 10.03.2017, freitags 17-20 Uhr

Vernissage: 13 Januar, 19:00, Leuschnerdamm 19, Berlin, mit Whathappensnext-Ensemble Berlin, Metastilistische adhoc-Kammermusik: Connie Voss und Gudrun Doberenz, Stimme, Max Stehle Saxophon, Hartmut Arweiler, Gitarre, Reinhard Gagel Akkordeon und Leitung.

Der Verkehrslärm ist allgegenwärtig. Zuhause dudelt TV, Hifi, unterwegs Radio, Smartphone, mp3-player, Kommerzgeräusche im Supermarkt. Werbung schiebt sich optisch und akustisch ins Bild. Manche halten es nicht mehr ohne Geräusch aus. Lärm stresst und macht krank. Stille hieße, sich spüren, aushalten, ruhen, erholen, genießen, Heilung. Eine kostenlose Bereicherung.
18 Künstler/innen zeigen dazu mit Objekt, Photo, Malerei, Grafik, Video, Sound und Performance ihre Positionen: Sandra Araújo, Gudrun Arndt, Yegor Astapchenko, Federico Federici, Francesca Fini, Anne Glassner, Stephan Gräfe, Michael Hess, Stephanie Hough, Geeske Janssen, Anneke Kleimann, Maria Korporal, forschungsgruppe kunst,  RZEPRASZAM, Korvin Reich, Dina Shenhav, Svoradov Theatre, Sarah Wölker. (more…)