Quattro Quarti – Luca Sarti


L’unità del mondo in quattro rapide scansioni, indivisibili eppure uniche, ciascuna dichiarata e conclusa in sé, resa riconoscibile. È una poesia dell’assenza, sicuramente tra le esperienze poetiche più postume di sempre. Se esistono poeti che in vita hanno avvicinato la morte, qui siamo di fronte al ribaltamento di tale prospettiva, anche se il meccanismo si svela completamente solo dopo aver letto la biografia nell’opera precedente, Versi Clandestini. – Luca Sarti

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Lettura sull’Appennino – Poesie su un sentiero di guerra

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Un pomeriggio di marzo sono salito sull’Appennino, percorrendo a piedi la strada che mio nonno faceva durante la guerra. Ho portato due libri e la voce tra i faggi e le pietre che anche lui conosceva. Non ho mai incontrato mio nonno fuori dal bosco.

Antonio Diavoli (testi), Federico Federici (voce, riprese e montaggio), Alexander Platz Ensemble (musica).

Versi Clandestini (parte 1)


Antonio Diavoli (in piedi a sinistra) e Alfonso Geri (seduto)
in una foto d’epoca, da Una biografia, in Versi Clandestini

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come dietro a imposta
il lume a sera viva
la speranza. Fuori
è tempesta. Tutta pura
grammatica. Sta’ salda
anche quando ti assalta
con l’ansito il cuore
di dire, sapere da te:
la sua morsa
(si dice) è mortale

Chiudi parola (p. 96) Continue reading “Versi Clandestini (parte 1)”