Peter Russell – This is not my hour


Un saggio sul ruolo del sonetto nella poetica di Peter Russell, quale forma le cui strutture si avvicinano più alla disciplina interiore che alla tradizione letteraria. QUI

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This is not my hour – Studio sulla poesia di Peter Russell

«Let art hide art, dissimulate the truth»
(s. 15)

Al di là di ogni tentazione canonica, il sonetto rappresenta per Russell la capienza esatta entro cui disporre significati e suoni secondo un criterio unificante, dando vita a quella che chiamava ‘forma-pensiero’. Non è una scelta di “maggior letterarietà”, ma è per esprimere attraverso un meccanismo funzionale la propria disciplina interiore, elaborando soluzioni metriche diverse, quasi a tentazione di un mantra occidentale. La contesa tra scrittura e forma ricalca quella tra individuo e società, richiede lo stesso carisma, la stessa dedizione all’esperienza e abitudine all’astrazione per essere risolta. Solo così la parola poetica può incarnare, nell’estenuante reinterpretazione di una delle sue forme più letterarie, la novità di una vera norma morale e la sua ambigua versatilità.
Scrivere poesia significa esprimere l’aderenza dell’essere alla parola, secondo una disposizione di sé che non può semplicemente accoglierla quale termine ultimo di paragone, limitandosi a riflettere in essa la propria interiorità, quasi fosse luce ben disposta su materia inerte, quasi fosse un “fatto letterario” inconfutabile, un’illusione beatificante e consolatoria («Poetry for me is not just what I do,/ but what I am, perpetually. Days pass.», s. 23). Se il tempo tenta di corrompere persino la parola, Continue reading “This is not my hour – Studio sulla poesia di Peter Russell”