Scritti da un fronte di guerra – reperto n.3

Diari e lettere ai familiari di un soldato semplice al fronte: trascrizioni, ispirazioni e scritture.
Scritti da un fronte di guerra, Federico Federici, Morrisville 2018, (It).
ISBN: 978-0244698539
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Scritti da un fronte di guerra – reperto n.2

Diari e lettere ai familiari di un soldato semplice al fronte: trascrizioni, ispirazioni e scritture.
Scritti da un fronte di guerra, Federico Federici, Morrisville 2018, (It).
ISBN: 978-0244698539
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VI.d Ein Meter Seil brennt drei Stunden rapido precipitando

Partivano tutti portandosi dentro i pensieri del mondo,
tenevano il conto dei passi tra i denti battendoli in terra.
Che colpi ogni metro, che urli e comandi: «serrate le righe!»
Marciare compatti trasporta anche i morti e nasconde i feriti.
Nel grande tripudio, gli scoppi lontani accendevano i visi:
sembravano belli i soldati, agghindati di elmetti e fucili,
scolari per classi che mostrano fieri le squadre e i pennini.
Gettarsi al segnale, all’unisono in terra e tener posizione,
strappare altri sassi, riempirsi di fango, la bocca di sangue
a scavare cunicoli e fossi, tra i fili spinati al riparo dell’erba
sparare, saltare per aria, far mucchio insepolti tra i sacchi
di sabbia sui morti, strisciare tra i chiodi e le croci
di ferro cucite agli stracci. Raschiarsi di dosso il sangue
di un altro, fiutare la pece sui cenci, il gasolio, rischiare
di prendere fuoco, tirare spolette – un metro di corda
tre ore – coprirsi, contare i secondi allo scoppio e tremare
ascoltando i tedeschi ubriachi strillare: «Wir sterben!
                Wir sterben!»

                Wir auch.

Alter Krieg, Federico Federici, Morrisville 2017. ISBN: 978-0244926977
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Recensione di “Alter Krieg” su “Solo Libri”

Quasi in concomitanza con l’uscita di Mrogn (2017) nella collana del Premio Pagliarani, Federici dà alle stampe il requiem di guerra Alter Krieg (2017).
Il libro rimanda continuamente a precisi episodi dell’ultimo conflitto mondiale (dalla battaglia di Nikolajevka del 1943 a quella di Berlino del 1945, dalle deportazioni nei campi di sterminio agli eccidi di resistenza), ricostruiti attraverso documenti d’archivio e incontri con reduci o familiari coinvolti.
Tra i passaggi più toccanti, Post bellum (27.11.1944), che descrive la visita, sul finire dell’inverno, alla piccola radura sul Colle Tortagna, dove furono fucilati diciassette Alpini della Divisione Monterosa.
Da un punto di vista stilistico, l’opera si fonda su una precisa scelta di partenza, il sonetto, quasi a marcare un ordine preesistente.
Ciò che in guerra è demolizione, alienazione, sradicamento dell’individuo dai luoghi che gli sono cari, si ripercuote sul testo, progressivamente scardinato dal deflagrare del conflitto, ma mai ridotto a un accumulo disorganico di immagini o frammenti nel groviglio dell’incubo.
Ai versi brevi e scanditi delle parate, seguono quelli più lunghi delle marce; alle raffiche di mitra segnate dagli accenti più ravvicinati, seguono versi piani e sospesi nell’attesa tra i silenzi delle trincee.
Questa scelta di mantenere ovunque un solido rigore formale rimanda da un lato alla naturale forza di spirito richiesta a chi voglia scampare all’inferno, dall’altro al progressivo indurirsi della coscienza individuale di fronte a tanto orrore.

Carlotta B.

Alter Krieg, Federico Federici, Morrisville 2017. ISBN: 978-0244926977
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Senza fanfara, largo calando

Quanti se ne sono andati
dove mi dirigo anch’io, tanti
che non si direbbe dove
li han portati, a passi lunghi
dentro fiumi e campi,
non lasciando a caso niente,
neanche il sangue sulle pietre,
né le tracce calpestate
dalle impronte dei soldati,
non un’ombra sui lenzuoli,
solo sporco di trincea,
polvere degli scomparsi.

Alter Krieg, Federico Federici, Morrisville 2017. ISBN: 978-0244926977
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Appunti dal Passo del Lupo

CoverÈ da ieri disponibile online, in versione Kindle, un’edizione riveduta e ampliata di Appunti dal Passo del Lupo. Alcuni testi sono comparsi, sotto lo stesso titolo e con alcune varianti, nei “Quaderni della Luna” (2013) a cura di Eugenio De Signoribus. Nella stessa pubblicazione, i Quattro appunti (riscritti altrove), contenenti le Lettere al Padre, non erano ancora riuniti in una sezione a parte, benché suscitati da una vicenda diversa e solo in seguito rifiniti al Passo del Lupo.
La prima stesura di Diario di alcune ore della notte – Nachtblatt einiger Stunden risale alla notte tra il 25 e il 26 Gennaio 2014, unico ospite in una stanza di pietra sull’Appennino, nel disarmo della fine del mondo: la scansione temporale si riferisce al suo abbozzo iniziale, in una lingua o nell’altra. Il successivo lavoro di riscrittura o completamento ha occupato gli ultimi mesi dell’inverno e buona parte della primavera. Come già motivato nella nota introduttiva a Dunkelwort (Morrisville, 2015), le due lingue risultano a tratti falsate, sfasate in traduzione (cfr. 22:13), in una comune risonanza intorno all’inesprimibile.
Diario di alcune ore della notte è risultata opera vincitrice della XXXI edizione del Premio Lorenzo Montano nella sezione “Prosa Inedita”.
Per ordinare una copia cartacea, scrivere QUI, con oggetto “appunti del lupo”. Il libro è disponibile anche su Amazon in formato Kindle.

Indice:
Appunti dal Passo del Lupo
Quattro appunti (riscritti altrove)
Diario di alcune ore della notte – Nachtblatt einiger Stunden
(italiano-tedesco)

Su “Alter Krieg” – Sara Veltroni

Questo libretto per un requiem si articola in sezioni tematiche, che affrontano la guerra in tutti i suoi frangenti: l’arruolamento e la partenza di soldati spesso giovanissimi, l’arrivo al fronte, lo scavo e la difesa delle trincee, gli assalti, le ritirate, la resistenza e le rappresaglie, i bombardamenti, le tregue e le città aperte. In queste pagine, si rianimano figure altrimenti dimenticate nei numerosi diari di guerra e corrispondenze private, conservati dai familiari dei reduci. Nei versi riecheggiano Stalingrado e Nikolajevka, la battaglia di Berlino del ’45, le vicende dei deportati e degli scampati ai lager, le voci dei testimoni dei tanti episodi di guerra locali, estrema trincea della miseria umana, come l’eccidio di resistenza nei pressi del forte Tortagna, sull’Appennino ligure.
Nessun superstite si sente mai scampato a quell’orrore e la parola, che qui entra in guerra e si fa incendiaria, esprime l’irriducibilità del suo dolore.

Sara Veltroni

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