Appunti dal passo del lupo #4

Al piede nudo, la soglia sarà forse fredda, un ultimo scalino in marmo da scendere o salire, di un altro luogo abbandonato al respiro della notte.
La vita eccede il corpo, ma non un filo d’erba in più nel bosco, ogni radice ben legata in terra.
Gli insetti vanno e vengono nel taglio che fessura il buio, punti scuri dati alla ferita, alla pupilla aperta nello spreco della visione.
L’ombra, o il palpito illuminato dello spirito, dissolverà sul centro della luce, nella lentezza del respiro. La bocca attingerà di nuovo agli alfabeti per darle un nome.
Dalla finestra spalancata, non entrerà più voce o suono, né si sarà più dentro o fuori del mondo.
Il corpo sarà una stanza in cui è passato il vento senza toccare nulla.

Appunti dal passo del lupo, edited by Eugenio De Signoribus, Quaderni della Luna, Fermo 2013, (It). New extended edition, KDP, 2019.
ISBN 978-1706287865
listen: podcast
buy: amazon.it | .com | .de | .es | .uk | kindle | la luna

 

Appunti dal Passo del Lupo

CoverÈ da ieri disponibile online, in versione Kindle, un’edizione riveduta e ampliata di Appunti dal Passo del Lupo. Alcuni testi sono comparsi, sotto lo stesso titolo e con alcune varianti, nei “Quaderni della Luna” (2013) a cura di Eugenio De Signoribus. Nella stessa pubblicazione, i Quattro appunti (riscritti altrove), contenenti le Lettere al Padre, non erano ancora riuniti in una sezione a parte, benché suscitati da una vicenda diversa e solo in seguito rifiniti al Passo del Lupo.
La prima stesura di Diario di alcune ore della notte – Nachtblatt einiger Stunden risale alla notte tra il 25 e il 26 Gennaio 2014, unico ospite in una stanza di pietra sull’Appennino, nel disarmo della fine del mondo: la scansione temporale si riferisce al suo abbozzo iniziale, in una lingua o nell’altra. Il successivo lavoro di riscrittura o completamento ha occupato gli ultimi mesi dell’inverno e buona parte della primavera. Come già motivato nella nota introduttiva a Dunkelwort (Morrisville, 2015), le due lingue risultano a tratti falsate, sfasate in traduzione (cfr. 22:13), in una comune risonanza intorno all’inesprimibile.
Diario di alcune ore della notte è risultata opera vincitrice della XXXI edizione del Premio Lorenzo Montano nella sezione “Prosa Inedita”.

Indice:
Appunti dal Passo del Lupo
Quattro appunti (riscritti altrove)
Diario di alcune ore della notte – Nachtblatt einiger Stunden
(italiano-tedesco)

Appunti dal passo del lupo, edited by Eugenio De Signoribus, Quaderni della Luna, Fermo 2013, (It). New extended edition, KDP, 2019.
ISBN 978-1706287865
listen: podcast
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n.66

Come sempre ai primi di ogni mese, salendo in auto all’alba alla sorgente del Melogno, credevo sarei stato l’unico nel bosco. Quel giorno, invece, un uomo già sciacquava la borraccia e bilanciava i pesi in uno zaino enorme. Salutandomi, si informò subito se sarei disceso a valle dopo. D’istinto, risposi di no, ma mentivo. Vedendolo avviarsi con quel fardello in spalla, tagliando a caso per le curve di un sentiero, iniziai a chiedermi se non avessi malamente liquidato un messaggero.
Tornando, lo incrociai un chilometro più sotto e, prima che facesse un cenno, accostai per caricarlo. Iniziammo a chiacchierare, come fa chi viene per la stessa strada da opposte direzioni. Partito a piedi da Torino ventisette giorni prima, e diretto a La Spezia lungo l’Alta Via, nei boschi di Sampeyre aveva incontrato un eremita, che vive in simbiosi con uno sciame d’api e produce un miele selvatico e puro come la propria anima; a Elva, un vecchio che legge Omero pascolando il gregge. Ci tenne a precisare che era partito solo e senza libri, e senza altre indicazioni che due vecchie mappe, affidandosi alla guida degli alberi più antichi e ai tracciati delle stelle e allo spessore dei muschi sopra le cortecce. I venti avrebbero fischiato storie eterne dalle incisioni mute dentro i tronchi e casomai la morte gli avesse soffiato forte nell’orecchio, avrebbe preferito non resisterle e fermarsi lì per sempre, sulla lingua di un ghiacciaio o tra le radici di un faggio, a ricordarsi di quando già era stato montagna o bosco.
I messaggi che portava erano questi, limpidi e forti.