Marxist Machine (the language virus, i.e. the virus as a language)


Marxist Machine (the language virus, i.e. the virus as a language), Pat C. Gawley, ISBN 979-8595691017, enhanced version 2021.

«This paper consists of the core findings of a supervised cut-up experiment held in 2012 by the centre of advanced computing of the neural network research group at the HTE in Arizona.
Using google as quite a bizarre, though all pervading oracle, strings of information were unlocked and gathered from the internet, seen as a latent reservoir of unconsciousness to be inspected.
Specific keywords (jesus, christ, marx, einstein and hitler) were passed on to a crawler and a substantial range of sparse, unrelated platitudes was first acquired and labelled.
By means of a pseudo-random number generator, the whole set got repeatedly shuffled and the most meaningful recombinations were step by step extracted and manipulated to maximize the amount of available information.
Out of the original micro-topics, a broader textual solution started taking shape and got targeted.
While this approach proved to be effective on a notable spectrum of results, no algorithm could, in the final instance, predict the uniqueness of the outcome. Like ideology, Mathematics is blind.»

La somiglianza dell’Universo

«Rappresentare una teoria significa rappresentare quel complesso di fenomeni il cui raggruppamento è operato dalla teoria». [A. Einstein]
«Un segno di originalità capace di assicurare status canonico a un’opera letteraria è una singolarità che mai assimiliamo del tutto o che diviene un dato tale che restiamo abbagliati dalle sue idiosincrasie». [H. Bloom]

 

Queste riflessioni nascono dalla scoperta, tra gli scaffali di un mercatino dell’usato in provincia di Cuneo, di un prezioso libriccino del 1922: Prospettive relativistiche dell’etere e della geometria di Alberto Einstein (“Audace” Casa Editrice Italiana, Milano), prima edizione italiana autorizzata. In una cinquantina di pagine, sono raccolti gli appunti di due conferenze: L’etere e la teoria della Relatività, tenuta a Leida nell’Università Reale (5 maggio 1920) e La Geometria e l’Esperienza, tenuta a Berlino nell’Accademia delle Scienze (27 Gennaio 1921). Con l’ispirazione dello scienziato e il candore di un bambino, che si appresti a smontare di fronte agli amici un giocattolo, temendo di romperlo o di perderne un pezzetto e non poterlo ricostruire, Einstein discute la nuova geometria possibile dell’Universo, cercando di renderla sensata, proponendosi di «dimostrare come il patrimonio di possibilità intuitive dello spirito umano non debba necessariamente esaurirsi nel dominio della Geometria euclidea».
Se «le relazioni tra gli oggetti sono l’unica realtà che siamo in grado di comprendere» (H. Poincaré), il modo in cui questa comprensione avviene può limitarsi alla mera esecuzione, sintatticamente impeccabile, di calcoli nella nuova geometria, o arricchirsi di un potere immaginifico, caricarsi della misteriosa quadratura delle lunule di Ippocrate, di quel «[…] moon’s task – staring at seas» [A. Oswald] al quale non dovrebbe mai ridursi la poesia nel suo farsi meraviglia del mondo.
La singolarità di questo ritrovamento mi ha spinto, nei mesi seguenti, a ritornare su questioni antiche, Continue reading “La somiglianza dell’Universo”