Lettera: Leipzig, 4 novembre 2018

Caro *,
il problema che sollevi intorno alla solidità delle diverse proposte di canone, quindi all’oggettività della critica in sé, mi ha spinto in passato a più approfondite indagini e riflessioni. Alla fine, ho maturato la convinzione di trovarmi di fronte a una questione mal posta in quei termini, almeno nella misura in cui premesse diverse di sistemi critici diversi, necessarie a oggettivarli, venivano scagliate, più che confrontate, contro qualsiasi posizione in disaccordo, quasi a rivendicare l’indiscutibile superiorità del singolo gruppo sugli altri. Non mi riferisco, naturalmente, all’attività occasionale o di “basso profilo” che talvolta accompagna la singola opera, utile, perlopiù, a incoraggiare l’autore insicuro e ad aggirare la diffidenza del lettore.
Se la ricerca di un’oggettività sembra scientificamente basarsi sulla capacità di coordinare tra loro giudizi e dati di fatto (vedi l’impostazione di Schlick, ma non solo…), in ambito letterario ho notato Continue reading “Lettera: Leipzig, 4 novembre 2018”

Advertisements