Versi Clandestini a Fahrenheit, Radio 3

 

 

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Lettura sull’Appennino – Poesie su un sentiero di guerra

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Un pomeriggio di marzo sono salito sull’Appennino, percorrendo a piedi la strada che mio nonno faceva durante la guerra. Ho portato due libri e la voce tra i faggi e le pietre che anche lui conosceva. Non ho mai incontrato mio nonno fuori dal bosco.

Antonio Diavoli (testi), Federico Federici (voce, riprese e montaggio), Alexander Platz Ensemble (musica).

Versi Clandestini (parte 2)

 


Antonio Diavoli e Louise Weber
in una foto degli ultimi anni

[…] Sul finire del 1932, Diavoli fu costretto a rientrare, dopo più di un anno di completa assenza da casa, per la sopravvenuta morte del padre, assalito, rapinato e ucciso di ritorno da un viaggio a Marsiglia. L’incontro con la madre e la dolorosa permanenza nei giorni del funerale sono più volte rievocati nelle lettere scritte negli anni a venire all’amico di Roma, come una sorta di temporanea rinascita a ciò che era stato da bambino.
Fu nel viaggio in treno di ritorno a Genova che si compì il destino del secondo e più importante incontro nella sua vita, quello con Louise Weber, studentessa di pianoforte al conservatorio, figlia di un banchiere tedesco e di una donna francese di nobili origini. Continue reading “Versi Clandestini (parte 2)”

Versi Clandestini (parte 1)

 


Antonio Diavoli (in piedi a sinistra) e Alfonso Geri (seduto)
in una foto d’epoca, da Una biografia, in Versi Clandestini

 

Chiudi parola
come dietro a imposta
il lume a sera viva
la speranza. Fuori
è tempesta. Tutta pura
grammatica. Sta’ salda
anche quando ti assalta
con l’ansito il cuore
di dire, sapere da te:
la sua morsa
(si dice) è mortale

Chiudi parola (p. 96) Continue reading “Versi Clandestini (parte 1)”