L’imitazione di Dio

Registrato dal vivo, in una notte di dicembre, nella stiva di un peschereccio ormeggiato nel porto di Irvine, di fronte a un manipolo di pescatori attoniti.

Da Dunkelwort (e altre poesie)
di Federico Federici
Morrisville, 2015
ISBN 978-1326223373

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Intervista Premio Elio Pagliarani

premiopagliarani

D – Sul suo rapporto così fecondo di suoni e immagini tra Poesia e Fisica. Perché ha scritto ad evidenziare questo rapporto: «quando mi occupo di Matematica o di Fisica, se non tentassi comunque la via poetica del linguaggio, mi sentirei perso nel buio dei simboli»?
R – Pensavo a un fatto sorprendente, l’entanglement quantistico: due particelle, per un certo tempo interagenti, possono continuare a comportarsi come un unico sistema anche separate da una grande distanza. Questa indissolubilità sublima l’etimologia del termine simbolo. L’equazione di Dirac, che descrive il fenomeno, ha l’ermetica eleganza di certi endecasillabi danteschi. Se la Fisica si compone ispirandosi al “mondo” e la Matematica ne è la lingua, cosa sta all’altro capo di un’equazione? Che rapporto simbolico si instaura con quel “mondo”? Certe equazioni ci interrogano come versi.

D – E ancora perché ha scritto (Inediti n.18) «Ciò che vorremmo toccare invece con meraviglia, (è) raccolto nell’oscurità della sintassi dei suoni»?
R – Nella precedente raccolta, Dunkelwort, sviluppo proprio questo tema. Rispetto alla scrittura matematica, la parola poetica coinvolge livelli di sintesi diversi: un’equazione non si legge, non ha musicalità, eppure ha uno stile. Il suono, che trascende i segni, ne arricchisce e complica il rapporto con la “realtà”.

D – Elio Pagliarani scriveva in Lezioni di Fisica: «e aspetto/ il suono di un oggetto la comunicazione dell’effetto/ su te, delle modifiche/ Non sono io/ che ti tradisco, chi ti prende alla gola è la tua amica/ la vita». Perché si può quindi considerare Pagliarani un autentico fisico del suono della parola poetica? Pier Vincenzo Mengaldo scrive a questo proposito che quello che privilegia Pagliarani è lo scorrimento dell’esistente che si traduce da una parte nel sistematico collage di lingua letteraria e linguaggi speciali.
R – Le lezioni incorporano, con estrema naturalezza, lo spirito della nuova Fisica, senza stravolgere la lingua, come accade invece in Joyce: ogni effetto, pur inseparabile dalla propria origine, non la svela. L’esistente argina l’onda d’urto della lingua, le parole luccicano in superficie.

[Dall’intervista a cura di Marcello Tosi, Corriere di Romagna, 29.12.2016]

Paraula de tenebra – Marta Vilardaga

Condivido qui di seguito l’attenta lettura di Dunkelwort firmata da Marta Vilardaga.
Sono molto felice che una quinta lingua, quella catalana, si intrecci così alle quattro già presenti nel libro (tedesco, italiano, francese e svedese).
A margine di ciò, mi rincuora constatare che la scelta dell’Editore, di appoggiarsi per la stampa e la distribuzione a Lulu, non ha sinora costituito né ostacolo, né pregiudizio, ma ha anzi permesso al libro di spingersi oltre confine (Spagna, Germania e Inghilterra su tutte), con la spregiudicatezza con cui si parte per un viaggio, affascinati dal nome della città.

La nuova edizione è disponibile su Amazon .IT, .COM, .DE, .CO.UK