Tiresia, sguardi, veli, visioni, cancelli, porte, balbettii, sondaggi

La dimora del tempo sospeso

Il 27 febbraio 2020 Federico Federici ha pubblicato, nel suo spazio Weisses Werk, una propria creazione di scrittura asemica e di poesia visiva intitolata Tiresias’ Gate: qui di seguito proverò non a spiegare o a illustrare l’opera, ma, invece, a commentarla, anche perché i migliori risultati di scrittura asemica non possono (e non devono) essere avvicinati continuando ad affidarsi pigramente ad abitudini di “lettura” derivate dall’approccio critico impiegato per la scrittura lineare e che facilmente si rivelerebbero fallaci e insufficienti: già di per sé la scrittura asemica e la poesia visiva vogliono andare oltre una certa tradizione e superare certe abitudini di lettura e d’interpretazione, certi atteggiamenti consolidati.

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4 thoughts on “Tiresia, sguardi, veli, visioni, cancelli, porte, balbettii, sondaggi

  1. Caro Antonio, credo anch’io che la critica debba fare come dici: smontare i meccanismi, capire quali sono e come e se funzionano. Ciò che prima era perso da qualche parte e l’autore, forse, ha raccolto e ricomposto, il critico deve nuovamente analizzare. L’autore stesso dovrebbe porsi, nel tempo, verso la propria opera, come il primo critico. Su questo terreno, per nulla scivoloso, dovrebbero incontrarsi autori e critici, coinvolti entrambi nel “fenomeno” del testo, senza contrapporsi.
    Rinnovo anche io il ringraziamento per le belle pagine che hai scritto e che terrò presenti sin dal prossimo lavoro cui mi dedicherò.
    Con stima, Federico.

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    1. Caro Antonio, il mio è più che un semplice ringraziamento: se, da un lato, mi hai mostrato che nelle opere resta traccia di quello che tento di metterci (lo hai trovato senza che ne avessimo mai parlato, non conoscendoci…), dall’altro mi hai suggerito ulteriori spunti, dei quali cercherò di appropriarmi negli anni a venire.
      Con stima, Federico

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      1. Caro Federico,
        mi conforta quello che scrivi, perché seguo sempre una linea precisa nel commentare le opere o i libri che più mi interessano, ma, ovviamente, non sono sempre certo della correttezza delle mie interpretazioni. Apprezzo tantissimo (penso, anzi, sia un atteggiamento molto raro) l’espressione che usi (“spunti, dei quali cercherò di appropriarmi negli anni a venire”) perché credo anch’io che la ricerca, se seria e meditata, vada svolgendosi lungo archi di tempo talvolta molto lunghi. E rinnovo il mio grazie perché il tuo “Tiresias’ Gate” (ma non solo) è molto, molto stimolante e arricchente.
        Ricambio la stima. Antonio

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