n.48

Pescano nel lago nero in piena notte. Ritti nell’alone di un fanale, tirano da riva i piombi sopra un punto immobile, sommerso nella macchia lucida stagnante, dove turbina la lotta. L’acqua si richiude cupa dopo il tonfo, sfiora margini lontani senza suono, gonfia i pali conficcati dei pontili. Si distingue appena il gesto ripetuto, che moltiplica il silenzio frantumandolo un secondo.
Spalancato, fa da specchio al buio l’occhio. Un enorme dorso scuro sbuca, a un tratto, da una parte e fila al largo.
Il fondale ora è tutto interiore.

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