n.44

La dura inesattezza dei profili taglia e non trattiene luce. Il buio occulta la lama che ti trafigge in un urlo mentale. Il discorso copre di dettagli la memoria, i muri di graffi mai fatti. Non ha pace la mano contratta a soffocare il lume, o tesa a schermare l’occhio dal fuoco: l’innocenza insegna a guardare solo ciò che non si scopre.
Non sai pronunciare parole nate in bocca alla notte, fatui fuocherelli esausti, piccoli soli neri intorno ai quali non si fa mondo. Aggiorni metodico gli elenchi dei prati e dei boschi, raccogliendo bacche scure, spine, cortecce, gusci d’insetti. Nessun altro sorveglia i movimenti dell’erba.
La nostalgia ti ha addomesticato, come tu hai fatto gettando lo sguardo sugli animali selvatici. Le porte, allora, si sono chiuse di scatto.
Le parole sono chiavi del silenzio.

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