n.43

Le dita hanno compiti particolari nelle tasche: riordinano i sassi mentre cammini.
Anche il pensiero non occupa a caso la testa: aggira punti fermi arbitrari, indaga, nella parola, la propria sostanza. In bocca, mastichi solo rumori, briciole taglienti.
Dopo lo schianto del tuono, il fruscio di una foglia gonfia il petto del bosco. L’acqua, senza peso, scivola in superficie.
I sassi nel rivo sono scomparsi, rotolate le voci in una corrente di silenzio.

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