paragrafetto predicativo (lùmina, 24)*

 

sarò breve, solo un sermone improvvisato
monologando a perfezione l’errore di partenza,
dilatandolo cioè a dismisura di bellezza,
non farfugli, ma parlando in dono naturale
d’eloquenza, o a piacer d’eloquio aprendo
una parentesi dall’altra, non chiudendo mai
il discorso, anzi accumulando locuzioni
senza motivo, come sui binari morti, scure
le locomotive, illuminando un corridoio a filo
fitto di perifrasi e anacoluti, dove a capolino
chi s’affaccia segue a stento il pissi pissi passe-
-partout da trobar clus e capìtolano attoniti
gli sguardi in una pigia di sonno, in un clima
d’operetta mobile, dove vo’ funambolo fumando
laido apostrofando male chi m’ascolta muto,
sordo a tanta grazia, senza un cenno, sino in fondo

3 giugno 2010, Pian Marino

 

* In lùmina (archivio apocalittico farsesco ecc.) (La Camera Verde, 2012).

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