n.29 (pensiero sull’omicidio Pasolini e la fucilazione di Lorca)

Se sei accanto a un poeta, non te ne accorgi per le parole che dice sovrastando gli altri, ma per il silenzio con cui accoglie quelle che gli scagliano contro e per il modo in cui non para il colpo, lasciandolo affondare nella sua anima immortale. Lo sguardo incontra di rado le bocche, che mirano a caso. Non è disarmato, ma è come avesse una sola possibilità per sempre, un’ultima parola da tenere per sé, tra le pagine, chiusa, da rivolgere al petto in saluto alla morte.

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