n.15

La curva del solco riduce a misura milioni di cose, è sponda alla solitudine in terra, alla deriva nel mistero del prato, dove si perdono gli sciami e la moltitudine dei pollini e i fiori continuamente battuti o recisi.
Gesti e parole, animati dal tempo, tendono il filo alla Storia. La linea del mondo trema dal bordo degli occhi, la luce si ferma al groviglio dei rovi. Non conosco i confini di questo sterminio, né se da ultimo qualche baleno accecherà l’avvenire.
Parole, già pronunciate fuori di senno, urtano contro le cose e tra loro, urtano contro le altre mai pronunciate, sino al silenzio, sino a che tutto il silenzio varchi la soglia di queste rovine, sino a che morte non le separi.

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