n.14

So che la parola è difficile e sta immersa nel silenzio, pietra al fiume che la leviga. Quando, per raccoglierla, frantumi la leggera trasparenza che la cela, si confonde all’improvviso ogni discorso. Il mondo oppone i nomi in sua difesa e nel frastuono la più semplice parola è inascoltata, una lama che ferisce chi la afferra.
Questo scrivere è una macchia in uno spazio bianco, una striscia sulla neve fresca, uno slancio verso un vuoto primordiale. Mentre volgi qui le spalle al mondo, che nell’eco inghiotte suoni e voci, provi il passo verso un’altra parte, ma ti resta dietro l’orma che il ghiaccio sigilla.
Dalla terra al cielo, la parola cresce allora in un’ampiezza inascoltata.

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