n.7 (tra il Mediterraneo e Milano)

Quel desiderio di essere indulgenti e perdonare qualsiasi cosa a chiunque, meno che a se stessi, si prova solo in certi giorni d’autunno, quando anche la Natura è a un trapasso e tralascia le foglie, perché già si fatica a infilare la cruna col dolore dell’anima.
Quando invece il sole è a picco in un giorno d’estate e neppure una nuvola in cielo e sembrano tutti felici di questa improvvisa chiarezza che staglia senza fatica le cose e ridono senza pietà sguazzando nello squallore del mondo, non so se sentirmi più vivo o più morto di loro. Non so se la pena che provo sia per me o per loro. Non ho certo perduto il gusto per la vita preferendogli quello della tragedia: le due cose però sono sempre una sola.
In fondo, quel che si pensa e si scrive è quel che si è.

3 comments

  1. tra il mediterraneo e Milano sta la poesia.
    una gabbia una fauce una spia
    la certezza della inesattezza
    l’inadempienza d’un attentato
    vittima ed esplosivo
    nel cavo della mano

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