n.5

Hai portato il cuore in corpo troppo dentro il bosco, quasi un uccello in gabbia ad ascoltare intorno a sé il canto pieno di dolore della libertà.
Non è indifferente, nella grazia intonata dei fruscii, dei gridi, dei voli a questo o a un altro ramo, il soffio di una fiamma, sola nel suo inferno.
Perciò il silenzio ti sia dono: ogni parola ora è verticale, in alto e in basso, ultima sbarra a cui si lega un’ala, ultimo passo falso che non colma la distanza con il cielo.

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