Una Biennale in miniatura (nell’erba)

Non si tratta di Maurizio Cattelan, né di Bill Viola, ma l’ultima installazione di Joseph Ribbentrop farà certamente discutere, più dei robot disattivati e seppelliti nella sabbia di Miami (2009), o dei ritratti su goccia d’acqua esposti sui vetri di un vagone ferroviario alla Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera (2011).
L’attacco agli stereotipi della democrazia è portato questa volta miniaturizzando opere che hanno fatto la Storia dell’Arte degli ultimi secoli (dal celebre Autoritratto di Van Gogh, all’Urlo di Munch, sino ai concetti spaziali di Fontana o alla reinvenzione bidimensionale dei cretti di Burri) attraverso la tecnica dell’ologramma, su una carta che ricorda quella delle banconote. I lavori così ottenuti sono organizzati lungo un vero e proprio percorso museale nell’erba, in un prato diviso in “zolle tematiche”. Questa Biennale in miniatura, quasi invisibile a occhio nudo, è fatta invadere da una schiera di formiche rosse, liberate da un tronco di pino e la loro fruizione dello spazio, insieme caotica, indifferente e aggressiva è documentata da diversi punti di ripresa disseminati lungo il percorso, come si trattasse di telecamere di sorveglianza a circuito chiuso.
Il video, riprodotto su una matrice di micromonitor disposti a guisa di celle fotorecettrici negli occhi di un insetto, verrà proposto in anteprima nei giorni 29, 30, 31 agosto 2012 presso la sala Blauer Reiter (Maulbeerstr. 13, Bern). L’installazione sarà poi collocata stabilmente presso lo Spot an! di Francoforte sul Meno a partire dal mese di ottobre.

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