Versi Clandestini (parte 1)

 


Antonio Diavoli (in piedi a sinistra) e Alfonso Geri (seduto)
in una foto d’epoca, da Una biografia, in Versi Clandestini

 

Chiudi parola
come dietro a imposta
il lume a sera viva
la speranza. Fuori
è tempesta. Tutta pura
grammatica. Sta’ salda
anche quando ti assalta
con l’ansito il cuore
di dire, sapere da te:
la sua morsa
(si dice) è mortale

Chiudi parola (p. 96)

 

 


Di qui non si passa:
l’altezza del cuore è tale.

Invano provai a forzare
– mi creda – si calmi
non resta altro scampo:
la vita ci ha colti.
Conosco il suo assillo
ma è vano. Non ci
lascerà prima di averci
uccisi.

In un buco
tra i sassi nel muro
la fuga è illusoria

non c’è Terra Straniera
– mi ascolti – di qui
non si va che di
stanza in stanza.

Di qui non si passa (p. 98)

 

 

La vita è qui
perenne assedio intorno
al foglio bianco:
fan cerchio al centro intanto
strette le parole l’une
sull’altre sempre più
impazzite a ritardar la morte
cercare scampo infine
che non è possibile più
perché saranno ad una
ad una scelte ed ordinate
uccise a labbra strette
ed occhi aperti lucidamente
premendo a fondo senza pena
in cuore ormai la lama
a filo del silenzio
che ad una ad una
le separa

L’assedio (p. 114)

 

 


Mi sento
tirare via tutto
strappare di mano
distogliere via
dallo sguardo
assalire levare
uno ad uno
di torno chi amo
bruciare allo struscio
ferito tirare
da un lato agguantare
la mano dall’altro
e marciare in abito
stretto alla folla
lentamente
guidare sul baratro
non più appartenere
per questo a quel vivere
finalmente agglutinato
di continuo e sciolto
un sasso
nient’altro mi sento
i denti del rastrello addosso

Un sasso (p. 116)

 

 

Ho il tratto a notte
scuro dell’ulivo
che si dirama al cielo
e grigio argento duro
e nella forma chiuso
e radicato a fondo
a questa vita in terra
a pendio a strapiombo:
nulla che cresca più
dove non è che polvere
e pietrame in superficie

Chi oggi nasce
neanche ha tempo
di aderire. Del resto è
continuo scavo
che ci sprofonda
vivere

Autoritratto (pag. 118)

 

 

Il canto di rondini che si coglie, di tanto in tanto, in sottofondo e il traffico delle macchine sono quelli di domenica 4 luglio 2010, a Finale Ligure.
Versi Clandestini a Fahrenheit, Radio 3:

 

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