(seconda) Lettera all’editore, senza luogo né data

 

Gentile *,

gli esergo in tedesco sono miei, dunque nessun furto o prestito “da poeta a poeta”. Non pensavo di tradurli, un po’ per il carattere racchiuso dell’opera, un po’ perché sto cercando di esplorare l’idea stessa di opera in un senso più oggettivo, come si trattasse di una qualsiasi cosa del mondo, che pone precise le domande, ma non contiene apertamente tutte le risposte. Forse si può pensare di inserire una nota accanto all’indice, qualcosa di appartato e inatteso, quasi un segreto sottovoce.
Anche il progressivo slittamento verso il fondo di indicazioni critiche e appunti di lettura, sino alla loro completa espulsione dal corpus del testo, ha per me un significato, forse di stampo sin troppo anglosassone. Diversamente, si tratterebbe solo di ripetere qui qualcosa che ha già avuto miglior collocazione altrove, su “Atelier” ad esempio, in uno spazio cui davvero compete. Meno che mai accoglierei un ulteriore intervento critico – come suggerite –, e tanto meno a firma di chi non si sia offerto spontaneamente, interessato al mio lavoro, ma svolga solo con professionalità il proprio compito.
Pensando al libro come sorta di fenomeno naturale, sono portato ad accoglierne tutti gli interrogativi, la sua piena manifestazione scevra d’ogni intento o chiarezza didattici.
Detto questo, ho letto la vostra bozza di contratto, e, stanti le condizioni poste, non mi sento di accettare, per via del contributo economico richiesto. Conosco le difficoltà in cui versa la poesia (sembra un gioco di parole, uno sberleffo), ma pubblicare a questo modo sarebbe un male inutile. Aggiungere per forza un’altra carta incerta a un castello già pericolante è un azzardo troppo grosso. Non sono del resto in grado di procurarmi uno sponsor che garantisca per me (né sarebbe mi compito cercarlo, a ben vedere), non voglio “farmi un regalo” (non ho spirito borghese), né piangere miseria presso amici o conoscenti perché scuciano di tasca quel denaro (non ho mai avuto vocazione caritatevole). Infine – ma non meno importante – non c’è prestigiatore che sveli prima il trucco.
Vi ringrazio comunque per aver letto i miei versi e aver risposto in tempi così brevi. Spero ci sia modo in seguito di collaborare diversamente ad altri progetti.

Con i migliori auguri
Federici

 

2 comments

  1. Questa del contributo economico è davvero una piaga, forse la madre di tutte le storture indotte dalle scelte editoriali. Comprensibile certo, ma come l’uso dei sacchetti di plastica: comoda e apparentemente utile e/o inevitabile, eppure sommamente inquinante.

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