Lettera: Finale Ligure, 22 Gennaio 2009

caro *,

ti ringrazio per aver letto con attenzione i miei versi. Un po’ mi sorprende che sia la terza sezione quella che ti ha ispirato una certa familiarità novecentesca: avrei, secondo il mio orecchio, considerato piuttosto la seconda.
Al di là di tutte le questioni stilistiche che si possono invocare e che si prestano certamente a sostenere qualsiasi opera, al limite nascoste come ossa sottopelle, mi fa piacere che ti sia giunta (quindi che, scrivendo e riscrivendo, io non l’abbia inavvertitamente rimossa) l’occasione ispiratrice delle tre sezioni: la visita a una casa, che ora è quella di me bambino, ora di una lunga vacanza, ora l’edificio accanto a una strada conosciuta e frequentata, popolata di voci, di indizi, dove fa ritorno o vive un’unica figura, con la quale il dialogo spesso si interrompe o è impossibile, o reso muto dai tempi non coincidenti. Questa figura sia dunque al tempo stesso di un’anima e della donna, con l’incertezza di trovarle entrambe vive, di saperle insieme qui o altrove, nel passato o nel futuro. Tutto, come tu dici, oscilla tra una dimensione Fisica e una Metafisica.
In questo agisce certamente la mia formazione universitaria. Per tutti gli anni che l’ho studiata, la Fisica non si è mai risolta in una pratica sicura: un’ansia di assoluto l’ha ispirata, la stessa che non calma il numero, il suo mistero. Dire una cosa o misurare una grandezza pongono la stessa inafferrabilità, la stessa incomunicabilità di fondo. Diversamente però dalla Fisica, l’Arte (non dico la Letteratura tout court) ha dato spesso prova di un principio di falsificabilità più storico che essenziale, dovuto forse alla natura stessa dei linguaggi: non solo le strutture evolvono, ma proprio i segni, le parole, i punti in cui si innervano e mettono radici, un po’ come se la scienza ridiscutesse continuamente la posizione del 2 rispetto al 3 e operasse di conseguenza.
Al di là di queste mie malcelate dichiarazioni di poetica, auguro a questi versi di suscitare un affetto sincero in chi li legge e cerca non la storia fatta di episodi, ma per analogie, associazioni tattili e melodiche.
Resterò ancora qualche giorno in attesa di un riscontro, poi, sciolti i dubbi, affiderò tutto all’editore per le vere e proprie bozze a stampa.
Nel frattempo, ti auguro una buona giornata e, ancora una volta, per quello che mi hai scritto ti ringrazio.

Federico

4 comments

  1. …alle novità io mi devo sempre abituare, mi ci vuole un pò.
    Sicuramente è più compatto.
    Questo per me è un periodo molto complicato.
    Spero invece che per te tutto sia sereno.
    Laura

  2. Ho scelto questo formato per il blog solamente per ragioni di maggiore compattezza, in occasione dell’uscita del libro di Nika Turbina. Spero non sia troppo complicato da consultare :-)
    Spero a te vada tutto bene.
    Un abbraccio
    F.

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