Lettera: Finale Ligure, 9 Maggio 2007

 

caro *,

da quello che credo di aver capito, l’intervento che mi chiedono potrebbe essere sotto qualsiasi forma (poesia, prosa o entrambi), corredato di una breve notizia biografica che, peraltro, dovrebbero avere già in redazione. Caso mai ne fornirò una versione ancora più concisa e aggiornata. Per ora ho spedito solo due poesie in Inglese (senza traduzione in Italiano). Forse aggiungerò qualcosa in prosa, perché possano scegliere, ma devo ancora decidere.
Nel frattempo sto ultimando la stesura di una specie di Requiem in prosa, in Inglese, fitto di citazioni eliotiane rifatte (ma esplicitate in nota nell’originale), con l’aggiunta di qualche breve scheggia in Tedesco. Non ti ho mandato nulla perché si tratta ancora di qualcosa di incerto e provvisorio. Quello che mi è chiaro però è il tema, teso nel confronto tra corpo e testo, in uno scambio di parti in cui scrittura e silenzio rivendicano un comune destino con la vita e la morte. Stilisticamente sono indeciso se sia meglio smascherare la poesia (quindi rompere le righe e dichiarare i confini lunghi dei versi) o lasciare il blocco compatto, cosa che mi affascina, facendomi pensare a una sorta di stele di parole, verticale e regolare, che muri il silenzio della pagina. Vorrei aggiungere qua e là alcune spezzature, a livello ideogrammatico soprattutto (magari una parola russa, una lettera ebraica come fosse una rosa), solo misteriosamente legate al testo, senza fornire spiegazione, come si trattasse proprio di una stele in-scritta contenente delle spaccature, un corpo con le sue cicatrici che, a loro volta, sono dei significati. Ci sono alcune parti forse un po’ troppo dialogate e queste andrebbero cambiate, e chissà, forse non dovrei neppure dichiarare esplicitamente la citazione eliotiana o semplicemente eliminarla. Non sarà un lavoro lunghissimo, non un libro certamente, ma una sequenza. Non un edificio, ma una pietra. Oggi, specialmente in poesia, preferisco le pietre alle case. I testi alle persone, per quel sapore estremo che hanno certe affermazioni.

Un abbraccio e spero di risentirti al più presto
F.

 

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