Lettera: Finale Ligure, 15 Marzo 2007

 

Mia cara,

oggi il sole profuma, passando in auto di fronte a cancelli fioriti, ma poveri di luce, chiusi ai crolli di rami e foglie, e quel profumo porta biografie d’altri tempi, altri che già sono stati, ma sono dunque ancora vivi, qui, se così poco basta a richiamarli. Così dei visi, nell’oblìo di uno specchio di luce, il perimetro vacante e caldo degli appartamenti: un solo bisbiglio raccoglie tutte le memorie, un solo volto l’acqua. E tutta l’abilità è perdere le tracce, il primo filo del discorso nei discorsi. Come in macchina o per strada, a una svolta, a caso sugli incroci, dove una parola pare più dolce di un’altra o ferma, una via più aperta e chiara, da piegare verso qualcosa di luminoso, non cadere a vuoto. E il discorso si fa minuta mappa di punti da ricucire. La vita dà questo pensiero.
Io confido a te.
F.

Post scriptum
: oggi, di nuovo, un’altra giornata di sole, profumata di vento; è importante annotarlo, perché anche le parole sono questo.

 

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