Lettera: Finale Ligure, 15 Novembre 2007

 

Caro *,

eccoti una selezione di testi da alcune raccolte cui sto lavorando. Si tratta di inediti su carta e su blog. Non sono versioni definitive – anche se già decisamente rifinite – ma ancora aperte alla scrittura.
Ho voluto privilegiare registri diversissimi, perché questo rappresenta il mio modo di concepire la poesia: mai su una singola corda, ma sempre su più corde contemporaneamente, più lingue anche, possibilmente più persone, riconoscibile sino a un certo punto e pronta a sfuggire ogni collocazione di maniera. Tutta la fatica di assecondare questo ideale risiede nella capacità/possibilità di fare silenzio, dentro e intorno a sé, dedicarsi alla scrittura senza altra distrazione. Oggi (storicamente, socialmente) non è facile.
Spero un giorno di potere pubblicare un libro purissimo, quello che simbolicamente chiamo libro bianco, senza nome, senza titolo, solo i versi. Liberato finalmente dalla biografia – ogni biografia – o legame/possesso su ciò che, neppure in origine, mi appartiene e che non vale trattenere per sé/con sé, come un pezzo qualsiasi di moneta in una tasca.
A te un caro saluto e un ringraziamento
Federico

 

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