Lettera: Finale Ligure, 18 Settembre 2007

Ancora poche mosse lunghe, poi uno strascico. Non scrivo mai pensando a un obiettivo. Insomma, questo ho scritto, non calcolando affatto la distanza, il passo, né prevedendo quante mosse mi sarebbero rimaste dopo, quante sino in fondo, allo strappo, all’addio. La sola “misura” che ho avuto in mente è un’altra: trattandosi di prosa molto affine alla poesia, credo non convenga portare troppo a lungo il discorso, pena il completo smarrimento del lettore. Vedi anche tu che, ogni volta che muovo una parola, quasi scombino ciò che l’ha preceduta e ci vuole tutta la tua pazienza a ricucire. Devo ancora imparare a tenere fede a una trama, o, probabilmente, devo imparare a concepire la trama prima del testo, cosa cui non sono abituato in poesia, dove tutto si fa lì per lì, da sé o per miracolo e, dopo, si tratta comunque di lavorare “solo” su una immagine o su poche. Un racconto ha invece bisogno di dettagli, altri, che riempiano la coda agli occhi, rendendosi credibili in qualche modo, o almeno sufficienti a costruire le premesse a ciò che, diversamente, sarebbe inverosimile.
Per rimediare almeno in parte al caos che ogni volta creo, pensavo di inserire a posteriori pezzi dal tono più basso, all’inizio e via via meno frequenti nel seguito. Stralci nei quali mi concentro su brevi sviluppi occasionali, quasi diaristici.
Non fosse già una meravigliosa raccolta di De Angelis, il Tema dell’addio potrebbe proprio essere un mio titolo di ora: si sta sviluppando tutto un po’ dovunque in scrittura e lascio capitare poi le stesse cose in vita, senza più trattenere nulla e nessuno. Nell’acqua si cercano l’oro e le perle, i preziosi, quindi che sfugga tranquillo alle dita ciò che è senza consistenza: ciò che conta – se c’è – si ferma prima.

F.

 

2 comments

  1. Alle prese con un laconico e acquatico laissez-faire in tutti i campi, che mi ha restituito morale nella vita (salvandomi dal cinismo) e una lucida serenità d’espressione nella scrittura. Sento che manca poco (o tanto, ma anche quel tanto, a questo punto, appare sostenibile) alla gioia piena.

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