19 Luglio 2012, lettera tra i sassi di Matera

by Weisses Werk

caro *,
continuo a spingere avanti questa maceria di parole sotto cui è sepolto un senso. Impiego ore in questo scavo incerto tra le sillabe, tra una punteggiatura e l’altra con varie intonazioni, attento ai crolli nel silenzio, ai pieni e ai vuoti.
Ogni tanto, andando un po’ a ritroso, trovo briciole cadute da riporre in tasca, perché indietro ormai la strada è certa e poi tanto indietro non si torna, solo pochi versi o una strofa.
Ti stupirà sapere che non so dove sto andando, ma c’è un sentiero da seguire. Non so se sono io ad aprirlo infittendosi il discorso o se è già lì per opera di un altro.
In fondo è questo il problema di cui parliamo spesso: se ci sia per il poeta la Poesia come c’è per lo scienziato la Natura, o se è il poeta a inventarsi quel mistero. Tutto poi si fa linguaggio, le risposte e le domande, ma non risolve mai quel senso unico del vivere che ci condona morte.
Un abbraccio
F.

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