podcast?
Chi mi conosce sa che ho spesso più idee di quelle che avrò il tempo di realizzare negli anni che mi restano da vivere. Per questo tendo ad annotare tutto, nella speranza che qualcuno (un figlio? un amico? uno sconosciuto?) prenda domani spunto e faccia proprio ciò che non ho fatto. Forse è l’unico modo possibile per accettare serenamente di vivere.
Con questo stato d’animo medito da settimane di chiudere tutte le mie finestre in rete, uscirne un po’ o per sempre, perché sento meno l’esigenza di questa forma di comunicazione, troppo rapida e superficiale a volte. Non di meno scrivo, però, anzi avrei abbastanza inediti da programmare un post al giorno da qui all’anno prossimo. Non è questo il punto. Di contro, sto registrando parecchie letture, non solo per l’ultimo cortometraggio che ho in mente. Ecco, forse potrei cessare questa forma silenziosa di scrittura e trasformare questo spazio in un ambiente sonoro, incidere solamente, raccogliere i versi insieme a suoni e voci, senza neppure dichiarare se si tratti di poesia, prosa o conversazioni raccolte in strada. Se qualcuno tra coloro che mi leggono volesse esprimersi in tal senso sarei felice di ascoltarlo, anche via mail.
Un’ultima annotazione: ho dovuto mettere la moderazione ai commenti per evitare recenti, spiacevoli inconvenienti.
Un abbraccio
F.








hai mille progetti e spunti ma occorre tempo e tenacia per portarli avanti, sembra quasi che stia chiedendo un aiuto…il blog invece mi sembra di capire non risponde più alle tue esigenze espressive…
io posto quasi ogni giorno seguendo il filo delle mie navigazioni o dei miei pensieri, c’è silenzio dalle mie parti, mi giungono echi che non mi attraggono, mi sento di compiere un percorso solitario, ma al momento non penso di chiudere, il mio spazio mi basta, ma è solo quello, se lo chiudessi non avrei altri luoghi di esposizione/condivisione, ciò che dovresti valutare è se le alternative a questi spazi pubblici ti diano modo di saziare i tuoi bisogni.
Per il resto ti leggo e ciò che leggo mi piace, ascolterei anche le tue performance in suono o video, ma se a queste ultime, che ti attraggono di più vuoi maggiormente dedicarti, credo sia una decisione tutta tua.
sai cos’è? lasciare questa pagina con la sola indicazione dei libri, qualche testo, le critiche, i riferimenti biografici e poco altro, aggiornandola sporadicamente, mi sembrerebbe un atto di impetuosa presunzione, di vuota autorità, brutto, gelido. mi sembrerebbe di ripercorrere le orme di quei meschini che non hanno più tempo di occuparsi di chi li legge, di leggere gli altri, di incontrarsi innanzi tutto con le persone, perché troppo presi dal culto dell’impersonalità.
con questo post, un po’ al di fuori dei miei soliti schemi, sto cercando di riflettere ad alta voce sul linguaggio da usare qui in rete, nel mio spazio, più che sui contenuti – quelli vanno da sé. ti ringrazio intanto di questo tuo attento ascolto e delle tue parole. un abbraccio. F.
Il blog è anche uno spazio relazionale, non solo espositivo. lo dico e nel contempo so che anch’io lo sto usando in questo modo cioè come luogo espositivo, posto di frequente ma vado poco in giro a commentare, eppure visito giornalmente credo almeno una ventina di blog. leggendo soltanto senza interloquire si risparmia un sacco di tempo e si legge molto di più, solo quello che avvince per di più senza dovere intervenire, senza dovere complimentarsi. non ci sono doveri perchè non c’è visibilità, non c’è riconoscimento.
se intervengo qui è perchè sento il tuo progressivo distacco e vedo tanto lavoro sulla poesia, sulla parola… lasciarlo così in balia del web non è scarsa attenzione per i lettori, semmai farebbe diventare questo luogo un sito, facendogli perdere del tutto l’aspetto relazionale.
Cio’ non è nè un bene nè un male. Male sarebbe casomai, per il lavoro che raccoglie, chiuderlo del tutto. Circa la relazionalità dei blog noto peraltro che essa è in forte crisi in ogni luogo. Tralascio di dire cosa penso di splinder che forse di tutte le piattaforme è quella nella quale la crisi si manifesta nel modo più acceso e sconfortante. Facebook ha risucchiato lettori ed attenzione, eppure, secondo me, il blog ha una natura diversa di pregio espressivo artistico superiore…anch’io rifletto ad alta voce qui con te…forse esulando un po’ anche dal tema…
un abbraccio a te
Caro Federico puoi fare ciò che desideri, questo spazio è tuo e chi vi accede apprezzerà e accetterà ciò che posterai, o non posterai, o…
ho profondo rispetto per te e la tua arte.
Un abbraccio
B.
Direi che chiunque scrive anche perchè qualcun’altro legga. Come fecero i Maya e codificarono le loro conoscenze nei trasformatori maya e nelle tombe. Solo per i posteri, solo perchè qualcuno alla fine del cammino si ricordasse che c’è stato qualcuno in questi posti. Anche io ci penso a volte. Interrompere tutto..chissà se sia una idea controccornte. Certo è un colpo per chi ti legge in modo fedele. Magari…una sola parola chiarirà tante menti..basta poco a volte, molto poco. :)
A rileggersi
Abbracci,
Aleusha