per brevità

2007 Gennaio 30
by federico federici

Bianca ferma la pagina, su cui deposita a volo, a memoria il rapido guizzo di punta la penna.
Il canto dietro il sipario o il riverbero cercato (vena al silenzio).
Dentro puntiglio la lingua. La bocca meticolosa continua i frantumi nel corpo. Solo scheggiato dal dente il residuo del fiato: incisivo. Le vene di superfici imperfette. L’impercettibile forma composta.
Fuori in un pugno la mano: se l’apri lascia. E sfalda in un movimento. Così respiro alla bocca dà la parola. E tutto doppio il discorso (piede e l’impronta) in una traccia di voce. Solo ridotto a pronuncia. E non la forma (meno che il numero conta).

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