weißes werk

nelle mani raduni la morte del prato

 

a D.B.

 

Versi Clandestini a Fahrenheit, Radio 3

 

 

sequenza in tre oscurità


 

Ника Турбина (17.12.1974 – 17.12.2014)

The short film shot on her birthday HERE.

Я год хочу прожить.
Как миг,
Хочу я время
Превратить в минуту.
Хочу, хочу, хочу!
Но почему я вижу
В страхе вскинутые руки?
Я не хочу
Так быстро жить!
Кричит планета, задыхаясь.
Мой долог век,
И я стараюсь
добро творить. Read the rest of this entry »

n.32 (dal Pelvo d’Elva)

Coi soli fischi degli uccelli a crivellare a tratti l’aria fresca, mi sento finalmente Uomo nel giardino dell’Universo e godo in libertà di quello slancio, che malamente nominiamo nell’animale verso, nell’uomo canto.
La luce pone un unico confine tra la cornice in pietra della casa e la parete del versante più lontano. L’erba estiva ormai è arida, gli alpeggi vuoti, i capanni abbandonati. Persino l’angelo radioso del pilone china il capo. La brina riempie i prati di reliquie: insetti, fiori, o altre vite in punto di finire Read the rest of this entry »

n.31 arbeit macht frei

Il sarto ha preso le misure una volta sola e per tutti. Magri o grassi, sembriamo solo ammaestrati, disperati o goffi negli abiti indossati già da altri, sformati o stretti. Eppure ugualmente sconsolati sono i gesti, ripetuti senza un’invenzione o un guizzo, induriti dai legami. Gli occhi sono asole scucite, circoscritte al vuoto e Read the rest of this entry »

n.30

Chi dice che la parola debba sempre svelare e mai nascondere è chi crede di sapere, proprio in virtù di quella parola, ciò che essa non gli potrà mai dire, né insegnare.

n.29 (pensiero sull’omicidio Pasolini e la fucilazione di Lorca)

Se sei accanto a un poeta, non te ne accorgi per le parole che dice sovrastando gli altri, ma per il silenzio con cui accoglie quelle che gli scagliano contro e per il modo in cui non para il colpo, lasciandolo affondare nella sua anima immortale. Lo sguardo incontra di rado le bocche, che mirano a caso. Non è disarmato, ma è come avesse una sola possibilità per sempre, un’ultima parola da tenere per sé, tra le pagine, chiusa, da rivolgere al petto in saluto alla morte.

28 Agosto 2014, Appunti da una gita sull’Appennino

Cara *,
nel fuori campo di Bergman, ho scoperto un’altra ossessione, un suono nuovo, che d’ora in poi me lo farà per sempre ricordare, come in Fellini il vento: la sirena di una nave al porto, quando attracca o salpa.
Per le stesse ragioni, credo, il fischio del treno, un attimo prima di entrare in galleria (o uscirne), quel pianto di nascita o scomparsa nella dissolvenza di una montagna, Read the rest of this entry »

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