weißes werk

n.29 (pensiero sull’omicidio Pasolini e la fucilazione di Lorca)

Se sei accanto a un poeta, non te ne accorgi per le parole che dice sovrastando gli altri, ma per il silenzio con cui accoglie quelle che gli scagliano contro e per il modo in cui non para il colpo, lasciandolo affondare nella sua anima immortale. Lo sguardo incontra di rado le bocche, che mirano a caso. Non è disarmato, ma è come avesse una sola possibilità per sempre, un’ultima parola da tenere per sé, tra le pagine, chiusa, da rivolgere al petto in saluto alla morte.

28 Agosto 2014, Appunti da una gita sull’Appennino

Cara *,
nel fuori campo di Bergman, ho scoperto un’altra ossessione, un suono nuovo, che d’ora in poi me lo farà per sempre ricordare, come in Fellini il vento: la sirena di una nave al porto, quando attracca o salpa.
Per le stesse ragioni, credo, il fischio del treno, un attimo prima di entrare in galleria (o uscirne), quel pianto di nascita o scomparsa nella dissolvenza di una montagna, Read the rest of this entry »

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 809 other followers